Università, Penna: “Abolire business test di accesso, più iscrizioni gratuite, borse di studio e alloggi studenti fuori sede”

L’Italia continua ad avere il 27,8% di laureati, al di sotto della media europea, ben lontano dall’obiettivo UE per il 2020, ovvero il 40% di laureati nella fascia di età compresa tra i 30 e i 34 anni.

“In queste ore, 69mila ragazze e ragazzi (duemila in più rispetto all’anno scorso) si sottoporranno ai test d’accesso ai corsi di laurea di Medicina e Odontoiatria, inaugurando la serie delle prove di selezione per l’anno accademico 2019/2020”, sottolinea Aldo Penna, deputato M5s alla Camera. 
“A loro innanzitutto va il mio più grande in bocca al lupo: c’è molto bisogno, in Italia, di giovani medici preparati e sensibili per garantire al nostro Paese cure sempre più efficaci e un sistema sanitario sempre più efficiente. A fronte, tuttavia, del grande numero di aspiranti medici, il nostro Paese continua ad avere un numero di laureati al di sotto della media europea, ben lontano dall’obiettivo indicato dall’Unione Europea per il 2020, ovvero il 40% di laureati nella fascia di età compresa tra i 30 e i 34 anni: l’Italia è ferma, dati del 2018, al 27,8%, mentre diciotto paesi hanno già conseguito questo obiettivo, tra cui Regno Unito, Francia, Spagna, Belgio, Danimarca, Polonia.

Lo sviluppo di un Paese, lo diciamo spesso, si misura anche, anzi soprattutto, dal livello culturale dei suoi cittadini. Come recuperare terreno, dunque? Una delle soluzioni, potrebbe essere l’estensione della platea degli aventi diritto all’iscrizione gratuita e l’accesso alle borse di studio.
Un’altra misura necessaria è il contrasto al caro-affitti per studenti fuorisede: è necessario porre in atto politiche volte all’incremento degli alloggi disponibili e della riduzione dei costi a carico di studenti e famiglie, specialmente nelle grandi città universitarie (Roma, Milano, Bologna, Napoli, Palermo).

Infine, sarebbe il caso di abolire proprio quei test d’accesso attorno ai quali ormai ruota un business che spesso va oltre i confini della legalità, come hanno dimostrato anche recenti inchieste e che non premiano il merito, bensì favoriscono coloro che possono contare su disponibilità economiche a molti altri precluse. Considerando che spesso si tratta di professioni ad alto profilo etico, come appunto quella di medico, consentire che si possa passare un test e spesso anche qualche esame contando su atti e metodi fraudolenti, è la migliore garanzia per una classe di professionisti corruttibili e dallo scarso senso etico e civico.
Anche su questo il prossimo governo dovrà trovare soluzioni. E per queste dovremo lavorare”.