Treni in Sicilia, Falcone al Comitato pendolari: «Il 12 settembre riunione dell’osservatorio sulla qualità del servizio»

L’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone replica alle dichiarazioni di Giosuè Malaponti del Comitato pendolari, secondo cui le ferrovie siciliane «languono nell’oblio», soffrendo penalizzazioni che comporta il contratto di servizio regionale con Trenitalia.

«Vorrei ricordare – spiega l’esponente del Governo Musumeci – che il contratto di servizio è stato sottoscritto il 17 maggio, dopo sei mesi di trattative e di correttivi che il Governo regionale ha preteso da Trenitalia, valendosi anche del supporto degli atenei siciliani.
Si tratta di un contratto equilibrato da un lato, ma rigido nei confronti della stessa azienda di Stato, tanto da aver aumentato le sanzioni che la Regione eroga. Prevede, fra le altre cose, sconti per le famiglie, la gratuità per il trasporto delle biciclette, e inoltre annovera, nell’arco di dieci anni, un aumento dei prezzi di gran lunga inferiore rispetto alla prima proposta. In più, nessun aumento si è registrato nel 2018 e nel 2019: lo si avrà solo nel 2020 ma a seguito di alcuni nuovi servizi, a iniziare dalla pulizia fino al comfort, che Trenitalia ha messo in campo. Il servizio tocca l’eccellenza sulla tratta Notarbartolo-Punta Raisi».

«Sappiamo comunque – aggiunge Falcone – che c’è ancora tanto da fare, ed ecco perché, a fine novembre, arriveranno cinque nuovi treni che verranno utilizzati sulla tratta Palermo-Messina che, nel frattempo, il 10 settembre sarà riaperta nella sua integrità dopo i lavori di messa in sicurezza della galleria Montagnareale a Patti. Mi dispiace che Malaponti dica cose che non corrispondono al vero, avendo egli già ricevuto la nuova proposta riguardo gli orari per il 2020 che verrà discussa il prossimo 12 settembre a Palermo con tutti i componenti dell’Osservatorio regionale sulla qualità del servizio, consulta da noi istituito dopo anni di vane attese. A fine settembre – conclude l’assessore alle Infrastrutture – presenteremo il report sugli standard di puntualità, di qualità e anche di appetibilità che il servizio ha avuto nei primi otto mesi del 2019 e dimostreremo carte alla mano che siamo già in controtendenza rispetto al passato. Noi siamo abituati a lavorare, altri a cercare i titoli di giornale».