Migranti segregati a bordo delle navi Ong, dopo l’Open Arms sbarcano i 365 della Ocean Viking

Subito dopo la soluzione della vicenda Open Arms a Lampedusa, autorizzato lo sbarco a Malta dei 356 migranti da 14 giorni a bordo della nave Ocean Viking, l’imbarcazione umanitaria della ong francese Sos Mediterranée e di Medici senza Frontiere.

Anche i 356 migranti della Ocean Viking, come quelli della Open Arms, saranno ridistribuiti tra i Paesi UE.

Il Tar per la seconda volta dà ragione ad Open Arms e ordina lo sbarco dei migranti, già scesi a terra poche ore prima, per ordine della Procura di Agrigento. Saranno accolti da Spagna, Francia, Germania, Portogallo e Lussemburgo. Fallimento quindi della politica dei “porti chiusi” di Salvini, la cui propaganda prende di mira solo le Ong mentre è del tutto impotente a gestire gli sbarchi-fantasma, che non si sono mai fermati e continuano.

Sulla vicenda Open Arms era intervenuto il Governo spagnolo, prima mettendo a disposizione il porto di Algeciras, vicino lo Stretto di Gibilterra, poi mandando la nave militare Audaz a Lampedusa.

Open Arms aveva comunicato al governo spagnolo, di fronte all’offerta del porto di Algeciras, a 950 miglia di distanza (o di Mahón nell’isola di Minorca, a 590), di non essere nelle condizione di riprendere il mare per affrontare un altro viaggio così lungo (7 giorni) per motivi di sicurezza. Peraltro quando il porto sicuro più vicino è quello di Lampedusa, in cui già si trovava. A prendersi la responsabilità di un trasporto via mare avrebbero dovuto essere semmai, secondo Open Arms, i mezzi navali di Italia e Spagna, visto l’accordo sulla destinazione finale dei migranti tra i Paesi UE, fuori dall’Italia.

“L’inconcepibile risposta delle autorità italiane, ed in particolare del suo ministro dell’Interno Matteo Salvini, di chiudere tutti i suoi porti e le difficoltà esposte da altri paesi del Mediterraneo centrale, hanno portato la Spagna a guidare nuovamente la risposta alla crisi umanitaria”, ha dichiarato il premier spagnolo Pedro Sanchez, forte dei 15.000 migranti salvati ed accolti dalla Spagna soltanto quest’anno, un numero molto maggiore rispetto a quelli accolti dall’Italia. Secondo i dati Oim, aggiornati all’11 agosto, 14.168 persone sono giunte sulle coste iberiche nel 2019, oltre il triplo dei migranti giunti in Italia via mare quest’anno (4.269 persone).

Rispetto alla politica dei “porti chiusi” di Salvini, la Spagna ricorda che accoglie molte più persone rispetto all’Italia e che non le compete farsi carico delle persone sulla rotta del Mediterraneo centrale, perché già impegnata su quella occidentale. Il meccanismo di suddivisione europea dei migranti invocato da Salvini non è mai stato applicato alla rotta spagnola. Considerando quanti giorni di navigazione separano Lampedusa e la rotta del Mediterraneo centrale dai suoi porti, il governo spagnolo sottolinea che, al di là delle norme internazionali che impongono il soccorso, è più naturale che le navi che operano in quell’area si dirigano verso l’Italia.

La suddivisione delle aree SAR, per la ricerca e il soccorso in mare, tra gli stati costieri del Mediterraneo

La nave Audaz ha impiegato tre giorni ad arrivare a Lampedusa, dove nel frattempo la Procura di Agrigento aveva ordinato lo sbarco. Prenderà a bordo quindi solo i 15 migranti che saranno accolti direttamente dalla Spagna.

Come nel caso della Open Arms, Matteo Salvini, che svolge ancora le funzioni di ministro dell’Interno in attesa della nomina del nuovo Governo, aveva dichiarato a proposito della Ocean Viking: “La Ocean non verrà in un porto italiano, se vogliono vanno a Malta, se vogliono distribuiscono i 365 immigrati nel giro per il mondo ma senza permesso qui non si arriva. Le fonti sono ufficiali questa nave non porterà in Italia il suo carico di esseri umani. Detto fatto come promesso”.

Il divieto di sbarco che viene contestato a Salvini appare paradossale visto che, durante tutto il periodo in cui i migranti della Open Arms sono stati trattenuti a bordo, sono comunque arrivati in Italia altre centinaia di migranti su barchini. Chiunque arrivi in Italia senza permesso dovrebbe essere identificato e trasferito nell’hotspot seguendo un’identica procedura. L’atteggiamento di impedire lo sbarco solo a chi giunge a bordo delle navi delle Ong appare quindi soltanto strumentalmente politico, ed è vissuto dai migranti solo come un’inutile crudeltà. Il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, che ha sequestrato la nave consentendo lo sbarco, ha aperto un’indagine per rifiuto e omissione di atti d’ufficio. “La condotta attiva consiste nell’indebito rifiuto da parte del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio di un atto, indifferibile e doveroso, motivato da ragioni, tra le altre, di igiene e sanità”. Patronaggio ha sottolineato inoltre “la mancata assegnazione di un porto sicuro alla nave Open Arms, da parte delle autorità italiane, anche in seguito al provvedimento del Tar del Lazio che autorizzava l’ingresso dell’imbarcazione in acque territoriali”.

Malta autorizza lo sbarco dei 356 migranti a bordo dell’Ocean Viking

Sovrapposizione tra le zone Sar italiana e maltese
La complicata situazione nel tratto di mare che separa l’Africa dall’Italia. In teoria le imbarcazioni dei migranti debbono attraversare necessariamente la zona SAR di competenza maltese. Vi è però una sovrapposizione determinata dalla presenza di Lampedusa e dalle isole Pelagie italiane e da zone di mare rivendicate da Italia, Tunisia e Malta.

L’accordo sul destino dei 356 migranti a bordo della nave Ocean Viking, di cui 103 tra bimbi e minorenni, è stato annunciato ieri dal premier maltese Joseph Muscat: “Malta trasferirà queste persone su navi militari maltesi in acque internazionali e le porterà a terra”. Dopo lo sbarco a Malta, “tutti i migranti saranno distribuiti in altri Paesi europei: Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Romania”.

"Una nuova cooperazione è possibile per evitare naufragi mortali e stalli non necessari nel Mediterraneo centrale….

Geplaatst door Rassegna Stampa op Vrijdag 23 augustus 2019

Anche i 356 migranti della Ocean Viking, come quelli della Open Arms, saranno ridistribuiti tra i Paesi UE. I nuovi interventi di TAR e Procura. Fallimento dell’illegale e inefficace politica dei “porti chiusi” di Salvini. La propaganda contro le ong non ferma i continui sbarchi-fantasma sui barchini.