Giambrone soprintendente Teatro Massimo, ministro Bonisoli contrario: ”È fratello del vicesindaco di Palermo, segnale sbagliato alla Città”

Il ministro per i Beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli (M5s), ha inviato una lettera al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, in qualità di presidente della Fondazione lirico sinfonica Teatro Massimo.
L’oggetto è la riconferma di Francesco Giambrone alla sovrintendenza della Fondazione.

Il Consiglio d’indirizzo della Fondazione, cui spetta la proposta di nomina del sovrintendente, è stato nominato a luglio scorso. Sono stati proprio loro a proporre il nome di Giambrone alla guida del Teatro Massimo. Il ministro Bonisoli, cui spetta la conferma di questa proposta, ha inaspettatamente avanzato dei dubbi sulla nomina. Dubbi giustificati dal legame di parentela che lega Francesco al fratello Fabio, da pochi mesi vicesindaco.

“Mi risulta – spiega il ministro nella lettera indirizzata al Sindaco – che Francesco Giambrone sia fratello di Fabio Giambrone, da alcuni mesi vicesindaco del Comune di Palermo. A detta di Bonisoli, questa parentela potrebbe avere effetti negativi “su chi partecipa alla vita del teatro” ma soprattutto si corre il rischio di “dare un segnale sbagliato alla città”.

Il sindaco Orlando è intervenuto nella giornata di ieri sull’argomento polemizzano con Bonisoli le cui motivazioni sono apparse pretestuose. “Appare quantomeno inusuale che il Ministro della Cultura, non avendo argomenti formali e giuridici di alcun tipo e aspettando la vigilia di Ferragosto, nonché la scadenza del periodo di proroga del Sovrintendente Francesco Giambrone, adduca argomenti del tutto incongrui e pretestuosi per ulteriormente rinviare la conferma dello stesso. Non vorrei che si trattasse di un goffo, ma comunque gravissimo tentativo di interrompere un percorso virtuoso unanimemente riconosciuto. Non è mai successo nella storia del nostro Paese che il Ministero non confermi le scelte del CdI, peraltro in questo caso adottate all’unanimità; certamente ciò non può accadere in assenza di qualsivoglia motivazione formale e sostanziale.

Sull’unanimità nel riconoscere a Giambrone di aver svolto un ottimo lavoro si è levato un coro a difesa del sovrintendente. Come Francesco Bertolino, Presidente della V commissione Cultura che ha interpretato la nota di Bonisoli come un attacco diretto al Teatro.

Davvero singolare la posizione del Ministro, che prova a contrapporsi ad un organismo istituito proprio per esprimere l’indirizzo strategico di un teatro. E la scelta non poteva che essere di continuità, visti gli straordinari risultati di questi anni. Risultati di un teatro, certamente, ma conquiste di una città intera che con determinazione difenderemo come patrimonio culturale di una comunità.

Ancora più preoccupato il commento del senatore del Pd, Davide Faraone.“L’attacco del ministro Bonisoli al sovrintendente del teatro Massimo è un tentativo vergognoso di epurazione politica. Solo chi non conosce Francesco Giambrone o, peggio, solo chi sa di non poter avere alle spalle un curriculum come quello del sovrintendente del Massimo, può arrivare a tanto squallore. Se poi lo fa un ministro che si occupa di cultura, e che quindi dovrebbe garantire la gestione delle attività culturali puntando sul merito, diventa un fatto molto grave.

Orlando ha subito convocato il Consiglio d’indirizzo, per prendere atto della nota del Ministro.” Sono certo che il CdI dimostrerà di essere assolutamente rispettoso della legalità ed immune da condizionamenti e pressioni da parte di chicchessia”.

Il Consiglio di Indirizzo, ha confermato ieri il nome di Francesco Giambrone alla Sovrintendenza. “Non sussiste alcuna ragione ostativa di opportunità in considerazione della assoluta specificità, importanza e autonomia dell’attività di Giambrone e delle competenze di sovrintendente rispetto ai suoi congiunti“, è stato deciso.
Non si è fatto attendere il commento del gruppo del M5s all’Ars, che ha provato a far rientrare la polemica all’interno della normale dialettica politica che governa la città. “Rientra perfettamente tra le prerogative di un ministro chiedere chiarimenti circa l’opportunità che a ricoprire l’incarico di sovrintendente del teatro Massimo di Palermo sia il fratello dello stesso vicesindaco. Il ministro Bonisoli, non entrando nei meriti curriculari e professionali di Francesco Giambrone ha sollevato una questione politica. Era stato assessore alla Cultura a Palermo prima poi sovrintendente del Teatro ora il fratello è vicesindaco. Tutto qua. Non si comprende la levata di scudi di una parte della politica palermitana nel voler difendere tale posizione quasi come fosse lesa maestà”.

Massimiliano Parisi

Direttore editoriale