Beni culturali Regione Sicilia: nuove nomine ai musei Riso, Pepoli, Salinas e alla Soprintendenza del mare

L’afa di inizio agosto non ha fermato la complessa attività di riorganizzazione degli incarichi dirigenziali dell’assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana della Regione Siciliana, in cui si trova impegnato da alcuni mesi il direttore generale Sergio Alessandro. Tra le nuove nomine, spiccano quelle di alcuni importanti Musei regionali.

Museo archeologico Salinas

È il caso del Museo archeologico regionale “Antonio Salinas”, la cui dirigenza è stata assegnata a Caterina Greco, archeologa, precedentemente al C.R.I.C.D., il Centro Regionale per l’inventario, la catalogazione e la documentazione grafica. Il Museo Salinas era diretto in regime di prorogatio da Francesca Spatafora, molto apprezzata per il lavoro di rilancio svolto negli ultimi tre anni, dopo la lunga chiusura per i cantieri di restauro. Caterina Greco avrà il compito di continuare il buon lavoro fatto da chi l’ha preceduta, concentrandosi sul target del pubblico e sui numeri, oggi non ancora soddisfacenti, come lei stessa ha dichiarato in questi giorni.

Un’importante eredità è stata raccolta da Valeria Li Vigni, antropologa, direttrice uscente del Museo Riso, a cui Sergio Alessandro ha conferito l’incarico dirigenziale della Soprintendenza del Mare, ideata nel 2004 dal marito Sebastiano Tusa, assessore ai Beni Culturali fino alla sua scomparsa il 10 marzo 2019 in un incidente aereo ad Addis Abeba.

A prendere il suo posto, subito dopo l’estate, al Museo regionale di Arte moderna e contemporanea di Palermo, il Museo Riso, andrà l’architetto Luigi Biondo, già dirigente del Museo Agostino Pepoli del polo regionale di Trapani e Marsala.

Al Pepoli, come già noto da inizio luglio, andrà l’architetto e storico dell’arte Roberto Garufi.

Museo archeologico Salinas

Questa complessa operazione di rotazioni dirigenziali, voluta e seguita dal presidente Nello Musumeci in qualità di assessore ad interim, sta coinvolgendo tutte le figure apicali. Dai direttori dei musei e dei parchi, passando per i soprintendenti, e finendo con ii responsabili dei servizi strategici e le unità operative.
Una riorganizzazione attuata sistematicamente per non favorire presidi e personalizzazioni.

Non sono mancate le critiche a questa nuova ondata di nomine, soprattutto da parte dell’ANA, l’associazione nazionale archeologi. Il presidente regionale di ANA Sicilia, Marco Correra ha detto a proposito: “È emblematico che su 13 parchi archeologi istituiti soltanto 5 siano diretti da archeologi e che nell’organico degli stessi gli archeologi siano quasi del tutto assenti.”
Continua Marco Correra: “Questa riforma è frutto esclusivamente di scelte politiche e lascia la Sicilia con un sistema di Beni Culturali che ha un organigramma fortemente carente in quanto a competenze professionali, con soprintendenze e parchi archeologici con un solo funzionario archeologo – spesso addirittura nessuno – e con Musei e Parchi Archeologici diretti da architetti e privi di personale con le adeguate competenze in ambito archeologico e nella gestione e valorizzazione dei beni culturali. Inoltre, ci dispiace notare che ancora una volta il nostro invito a utilizzare procedure di selezione improntate alla trasparenza e al coinvolgimento delle Associazioni di categoria sia stato completamente ignorato”.

Massimiliano Parisi

Direttore editoriale