Alan Kurdi, Bartolo: “Basta propaganda sui migranti. Inimmaginabile quello che accade a chi viene riportato in Libia”

“Li ho visti scuoiati vivi, le ho viste stuprate fino alla paralisi”.

“E questo è quello che può essere raccontato. Perché ho visto anche cosa succede a chi scappa dalla Libia e viene riportato lì.
No, quello non si può neanche raccontare, va ben oltre le torture nei campi di concentramento nazisti, tecnologicamente più avanzati dei lager libici, dove non c’è il gas a stordirli prima della fine”. Così Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, eurodeputato e vicepresidente della Commissione Libe (Libertà civili, giustizia e affari interni) a Bruxelles.
“Lui, il signor ministro che non voglio neanche nominare, non ha idea – prosegue il parlamentare europeo – di quel che dice, quando invita la Alan Kurdi a dirigersi verso Tripoli. Però ascolti chi ha visto l’orrore: nessun essere umano deve essere riportato in Libia. Nessuno”.

La nave Alan Kurdi della ong Sea Eye con a bordo 40 migranti soccorsi ieri su un gommone al largo della Libia, continua a dirigersi a nord, in direzione delle coste italiane. “Stiamo andando – ha spiegato la capo missione Barbara Held – a Lampedusa e spero che troveremo un porto sicuro che definitivamente non è in Libia. La gente soccorsa ci ha detto che prima di tornare in Libia preferirebbero affogare in mare. Non lasceremo che ciò accada”.


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