Retrocessione delle accise alla Sicilia, la Corte costituzionale apre in favore della Sicilia

La Corte ha disposto un supplemento istruttorio. Prima di decidere verificherà se Stato e Regione Sicilia abbiano ripartito le risorse per finanziare il sistema dei Lea (Livelli essenziali di assistenza).

“Con la legge di bilancio del 2018, la Regione aveva indicato in entrata 600 milioni di euro di trasferimento di accise, secondo le previsioni della legge finanziaria dello Stato del 2007 che non hanno mai trovato applicazione, ma sono ancora vigenti e che prevedono la retrocessione di tale importo delle accise (che vengono incassate dallo Stato) proprio per contribuire alla spesa sanitaria regionale.
Finalmente la Corte costituzionale con la sentenza di ieri ha offerto una grande apertura in favore della Sicilia”. Così il vicepresidente della Regione e assessore all’Economia, Gaetano Armao.

“Quello che lo Stato opponeva alla Sicilia nella retrocessione delle accise era un muro nel quale la Corte costituzionale, con la sentenza-ordinanza istruttoria n 197 del 2019, ha aperto un’importante breccia”, ha spiegato Armao.

“Per quanto riguarda le accise che servono a finanziare il sistema dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) – ha aggiunto – la Corte ha richiesto un supplemento istruttorio, al fine di verificare se le due parti, Stato-Regione, abbiano adottato una corretta ripartizione delle risorse finanziarie relative alle accise e se, quindi, risulti infondato, come si deve ritenere, il rifiuto dello Stato di corrispondere quanto dovuto. La Corte Costituzionale, riguardo alla devoluzione delle accise da parte dello Stato per finanziare i Lea, precisa testualmente che deciderà dopo averne appurato l’integrale finanziamento”.