Penna (M5s Camera): “Governo italiano sostenga con forza piano distribuzione migranti in Europa di Moavero Milanesi”

Zone franche, no scafisti, corridoi umanitari. Moavero: “Sui flussi migratori sino ad oggi ogni Paese tende a reagire in maniera sovranista. Occorre una vera politica europea equilibrata”.

Il ministro degli esteri italiano Enzo Moavero Milanesi ha proposto oggi, nel corso del Consiglio Affari Esteri europeo a Bruxelles, l’istituzione di aree franche per accoglienza nei paesi UE, superando l’obbligo, previsto dalla convenzione di Dublino che a vagliare il diritto d’asilio sia il paese di primo sbarco.
Moavero sostiene l’istituzione di “centri controllati” nei paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo, per ottenere un soggiorno di pochi giorni nei Paesi di arrivo e la successiva redistribuzione dei migranti negli altri Stati Ue che si faranno carico delle procedure per il diritto d’asilo. La creazione così di canali umanitari per far arrivare, regolarmente, i migranti in Europa, tagliando fuori il business dei trafficanti di esseri umani. Per i soggetti la cui procedura d’asilo dovesse essere respinta, l’Europa dovrebbe istituire degli accordi con i Paesi di origine per gestire i rimpatri. Non più accordi bilaterali, ma contratti stipulati a livello europeo, con un peso politico maggiore.

Per le migrazioni serve una soluzione europea, un’alternativa alla propaganda e alla politica dei porti chiusi

Aldo Penna, parlamentare M5s alla Camera, sostiene la proposta presentata a Bruxelles dal ministro degli Esteri italiano: “Il piano annunciato da Moavero Milanesi sulle migrazioni ha il pregio di intervenire in modo sistematico sui flussi migratori, pretendendo un approccio fatto di investimenti, corridoi umanitari e ripartizione dei flussi, principi da sempre auspicati, ma mai attuati. Bene fa il governo italiano a porre con forza una soluzione europea: chi ha diritto ad ottenere lo status di rifugiato deve poter arrivare in Europa senza gli scafisti e potendo verificare le sue qualità in tutta sicurezza nel primo paese non belligerante vicino a quello d’origine, dove vi sia una rappresentanza diplomatica dell’Unione.
Allo stesso modo, quando vi sono le condizioni per accogliere migranti per motivi economici, gli stessi devono avere un salvacondotto, sul modello della Green Card, che dia loro diritto all’accesso a corridoi umanitari che li conducano in Europa.
L’UE potrà contrattare con i paesi di partenza dei piani di rimpatrio veri e funzionanti, qualora il migrante delinqua o perda le caratteristiche che hanno permesso il rilascio del riconoscimento di rifugiato o di migrante per ragioni economiche.
Se vogliamo gestire, non subire, le ondate migratorie, regolandole e regolamentandole, non vi sono altre strade”.


(in copertina, da sinistra: Aldo Penna, Enzo Moavero Milanesi)