Sbarcano nel porto di Sferracavallo, Palermo. Sono ex lavoratori formazione professionale licenziati senza ammortizzatori sociali. Solidarietà USB

“Un’azione simbolica per svegliare le coscienze e attirare l’attenzione sull’angoscia di cinquantenni troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi per trovare un lavoro, che non hanno da anni alcun sostegno al reddito”.

“Restiamo Umani” , diceva il grande Vittorio Arrigoni, in queste due meravigliose parole è racchiusa l’essenza di ciò che i nostri Governanti dovrebbero praticare nei confronti di chi vive condizioni disumane.
E questo vale per tutti gli esseri umani, compresi coloro che vivono nel nostro territorio, lavoratori macellati da una politica senza scrupoli che ha portato migliaia di lavoratori ad uno stato di disperazione e di fame, nonostante non vivano in scenari di guerra, certamente vivono una guerra interiore che ha causato in talune persone sconforto portandoli persino al suicidio.
Ecco che si rende necessario ricorrere a qualunque mezzo pur di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, della politica, delle istituzioni, alle quali questi ex lavoratori chiedono umanità.
La USB a fianco dei lavoratori della Formazione Professionale, Sportelli Multifunzionali e Interventi Formativi, sulla barca della speranza, a chiedere umanità a chi sino ad oggi umanità non ne ha dato.

“La banalità del male si annida anche tra le pieghe dell’indifferenza”, riporta una nota diffusa dagli ex-Sportellisti.”Non si chiede tempo a chi non ha tempo, è come non permettere l’approdo in un porto sicuro che salva dall’indigenza e dal bisogno, di chi è stremato ed è costretto a sopravvivere tra disperazione e stenti, qualcuno non ce la fa e muore. Qual è la differenza tra morire in mare e morire nella terra ferma? Nessuna, solo una vita spezzata e il dolore inconsolabile di chi li ha amati”.

“Un’azione forte, che assume solo il significato dello sconforto di chi non ha più un pezzo di.pane da portare a tavola. Un’azione simbolica per svegliare le coscienze e attirare l’attenzione sull’angoscia di cinquantenni troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi per trovare un lavoro, che non hanno da anni alcun sostegno al reddito. Qualcuno si è preoccupato di capire come vivono, se vivere si può chiamare, centinaia di persone che hanno perso il lavoro? Esiste differenza tra colore della pelle, tra provenienza, tra razza? Accorrere al bisogno, all’afflizione, alla sofferenza non ha colore, si chiama umanità. L’umanità e l’attenzione vale per tutti?”.

“L’altra faccia del razzismo, quella che gira gli occhi, che considera numeri nomi, vite, sospiri e affanni, quella che ingrossa le statistiche dei poveri, quella che non si cura del vicino di casa mentre si strappa le vesti per chi porta un utile mediatico ed elettorale. Chiediamo di essere umani verso qualunque creatura che attraversa l’inferno senza distinzione alcuna”, conclude la nota degli Ex sportellisti. “Chiediamo umanità: quale porto sicuro salverà 8000 famiglie dopo quasi sei anni di vagare su una zattera in acque agitate?”.