Sea Watch, Carola libera. Il gip non ha convalidato l’arresto. Il prefetto espelle la Capitana dall’Italia

Il gip di Agrigento, Alessandra Vella, non ha convalidato l’arresto della comandante della Sea Watch, Carola Rackete, escludendo il reato di resistenza e violenza a nave da guerra.

La motovedetta della Guardia di finanza che la comandante della Sea Watch ha speronato non si può infatti considerare una nave da guerra.
Il giudice ha ritenuto che il reato di resistenza a pubblico ufficiale sia stato giustificato da una «scriminante» legata all’avere agito «all’adempimento di un dovere», quello di salvare vite umane in mare. Viene dunque meno la misura degli arresti domiciliari deciso dalla procura che aveva chiesto la convalida della misura restrittiva e il divieto di dimora in provincia di Agrigento.
Il decreto sicurezza bis, voluto da Matteo Salvini, “non è applicabile alle azioni di salvataggio in mare”, come nel caso della Sea Watch, che ha salvato 53 migranti nel Mediterraneo due settimane prima di riuscire a farli sbarcare nel porto di Lampedusa.
Il gip sottolinea anche che la scelta del porto di Lampedusa non sia stata strumentale, ma obbligatoria perché i porti della Libia e della Tunisia non sono stati ritenuti porti sicuri.
Il prefetto di Agrigento, Dario Caputo, ha firmato il provvedimento di espulsione per la comandante della Sea Watch, annunciato dal ministro dell’Interno Salvini, ma che non avverrà prima del 9 luglio dovendo prima essere convalidato dall’autorità giudiziaria.


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