Incapace di impedire i continui sbarchi, Salvini ostinato su arresto equipaggio SeaWatch3. Appello parlamentari europei a commissario UE

Parlamentari e giornalisti a bordo della Sea Watch 3, i cui legali hanno presentato un esposto alla procura di Agrigento affinchè si valutino “eventuali condotte di rilevanza penale” da parte delle “autorità marittime e portuali preposte alla gestione delle attività di soccorso”.

Una lettera-appello a Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, affinché «solleciti il governo italiano a facilitare lo sbarco immediato delle persone a bordo della Sea Watch 3 e richieda ai paesi Ue la disponibilità alla ricollocazione e distribuzione dei richiedenti asilo».
A firmare l’appello promosso da Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa eletto al Parlamento di Bruxelles, è stata l’intera delegazione del Partito Democratico al Parlamento Europeo.
«Confido – dichiara Bartolo – che il nostro appello non lascerà indifferente il commissario europeo e sono convinto che insieme potremo affrontare con impegno e serietà le questioni legate alla gestione dei flussi migratori. L’Europa può e deve intervenire affinché situazioni analoghe non si ripetano mai più. Intanto la nostra priorità resta soltanto una: mettere in salvo prima possibile le persone che stanno trascorrendo il loro 15esimo giorno a bordo della Sea Watch. È il momento dei fatti le polemiche le lasciamo a chi non ha argomenti e sa solo insultare».

La Corte europea dei diritti dell’uomo, cui la capitana Rackete aveva fatto ricorso, ha deciso di non emanare nei confronti del governo italiano il provvedimento provvisorio richiesto. Se non è stato giudicato che i migranti corressero “un imminente rischio di danno irreparabile” tale da richiedere il loro immediato sbarco in Italia dalla nave Sea-Watch 3, la Corte d’altra parte ha indicato al governo italiano di continuare a fornire tutta l’assistenza necessaria alle persone a bordo che si trovano in situazione vulnerabile a causa della loro età o stato di salute.

La comandante Rackete davanti il porto di Lampedusa: “Basta entriamo. Non per provocazione ma per necessità, per responsabilità”.

La portavoce di Sea Watch Italy, Giogia Linardi, ha affermato: “Questa mattina, intorno alle 10, la nave ha mandato una comunicazione alle autorità, informandole del fatto che siano ormai trascorse 24 ore dalla dichiarazione dello stato di necessità che ha costretto l’ingresso nelle acque territoriali. Alle 14.16, non avendo avuto ricevuto alcuna comunicazione e assistenza, ha dichiarato di procedere verso il porto. A circa un miglio dall’ingresso del porto le è stato intimato di spegnere i motori e la nave si trova ora ferma a un miglio dall’ingresso del porto di Lampedusa”.

“Il comportamento del comandante della Sea Watch è di una gravità inaudita“, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte da Osaka, dopo il tentativo della capitana Carola Rackete di entrare stamattina nel porto di Lampedusa. “A questo punto la responsabilità non è più della politica ma della magistratura italiana”.

“Spero che in queste ore ci sarà un giudice ad affermare che all’interno di quella nave ci sono dei fuorilegge, prima fra tutti la comandante”, ha dichiarato questa mattina Matteo Salvini. “Se la nave verrà sequestrata e l’equipaggio arrestato non potrò che essere contento”.

L’altro vicepremier, Luigi Di Maio rileva “molta ipocrisia”, perché nessuno parla dei 300 appena sbarcati a Lampedusa con i barchini. “Se è una Ong se ne parla, se arrivano con i barchini non se ne parla più”.

Alessandro Di Battista, M5s: “Migranti da sbarcare, perché intervenga la magistratura per poi ridistribuire questi disgraziati in altri Paesi. Ciò che occorre – ha aggiunto – è combattere la radice del problema. Il tema migratorio oggi è la più grande arma di distrazione di massa“.

Affondate la Sea Watch”, afferma Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. “La Sea Watch deve essere sequestrata, l’equipaggio deve essere arrestato, gli immigrati che sono a bordo devono essere fatti sbarcare e rimpatriati immediatamente, e la nave deve essere affondata”.

“Migranti in sicurezza e sequestrare nave”. È la posizione di Forza Italia, espressa dalla capogruppo alla Camera, Gelmini. “Nessuno è al di sopra delle leggi e del diritto internazionale. Nemmeno la Sea Watch e il suo equipaggio”, dichiara Mariastella Gelmini. “I migranti vengano messi prontamente in sicurezza, siano presi in carico quanto prima dai Paesi Ue e l’imbarcazione sia sequestrata dalle autorità italiane. La sicurezza dei confini non può essere messa a repentaglio da simili prove di forza che non fanno altro che aggravare una situazione già estremamente delicata. Forza Italia su questo punto è molto chiara: bisogna sempre coniugare rigore, rispetto delle leggi e umanità”.

Nel manifestare solidarietà all’equipaggio della Sea Watch, Senato accademico e Cda dell’Università di Palermo hanno sottolineato come il salvataggio di naufraghi sia un dovere non solo morale, ma giuridico, e che ogni evento di soccorso si può dichiarare concluso, secondo quanto stabilito dalle Convenzioni internazionali, solo quando tutte le persone salvate sono portate in un luogo in cui la loro vita e la loro sicurezza non sono più a rischio. L’unico porto offerto alla Sea Watch 3, afferma una nota diffusa dall’ateneo palermitano, è stato quello libico di Tripoli: la capitale di un paese in guerra dove l’Onu ha dichiarato che ogni giorno si consumano “indicibili orrori” ai danni delle persone migranti. Non riconducendo in Libia i naufraghi soccorsi la capitana della nave ha semplicemente rispettato il divieto di refoulement, oltre che i principi più elementari di etica e umanità. La capitana si è diretta verso l’isola di Lampedusa, porto sicuro, nel rispetto del diritto internazionale e della Convenzione di Amburgo.

“Il Governo nazionale, con la maschera del ministro dell’Interno e con l’approccio disumano che vuole criminalizzare chi salva vite umane in mare“, ha dichiarato Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, “agisce in spregio ed è ormai esso stesso un insulto alla storia, alla cultura e al diritto dell’Italia e degli Italiani”.

La nave Sea Watch potrebbe attraccare al porto commerciale solo dopo le 20 di oggi. Lo dice il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello. “La Sea watch può attraccare solo al molo commerciale e fino alle 20 c’è il traghetto che stasera partirà per Porto Empedocle, solo dopo potrà attraccare”.

Nella notte, due sbarchi. Un uomo è stato evacuato d’urgenza dalla Guardia Costiera. Condotto in porto anche un minore che viaggiava insieme a lui. Intanto alla nave è tuttora negato l’ingresso in porto e lo sbarco delle 40 persone ancora a bordo. “Un giorno di visite, interviste e aspettative e niente”, dichiarano dalla Ong.

Appello degli eurodeputati PD al Commissario Avramopoulos. “Basta disperati soli in mezzo al mare. Ue intervenga”.

Da 15 giorni 42 migranti sono bloccati sulla nave Sea Watch 3. Il Ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini, appellandosi al decreto Sicurezza Bis, approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 11 giugno, afferma che non concederà nessuna autorizzazione. Intanto le condizioni psicofisiche delle persone a bordo peggiorano di giorno in giorno, con il rischio che la situazione possa degenerare.
La soluzione a questa situazione non può essere il respingimento dei migranti in Libia, che non può essere considerata un “porto sicuro”, secondo quanto affermato recentemente in una lettera che l’Agenzia dell’ONU per i diritti umani ha inviato al governo italiano.
L’Unione europea ha il dovere di intervenire con tutti gli strumenti a propria disposizione al fine di poter sbloccare questa situazione di stallo, e consentire lo sbarco dei migranti in un porto sicuro. Gli Stati Membri facciano la propria parte e trovino una soluzione concreta a questa situazione, assumendosi così le proprie responsabilità nel pieno rispetto del principio di solidarietà sancito dall’articolo 80 del Trattato sul Funzionamento dell’UE.
Il caso della Sea Watch rappresenta l’ennesima dimostrazione che il sistema comune europeo di asilo, e in particolare il Regolamento di Dublino, deve essere riformato. Il Parlamento europeo ha già votato una proposta di riforma del sistema di Dublino, che introduce un meccanismo automatico per la condivisione della responsabilità tra gli Stati Membri. Si tratta di un problema strutturale al quale non possiamo rispondere con soluzioni ad hoc ma con riforme comuni a livello europeo.
A questo scopo, chiediamo che il Commissario Avramopoulos solleciti il governo italiano a facilitare lo sbarco immediato delle persone a bordo della Sea Watch 3 e richieda ai paesi Ue la disponibilità alla ricollocazione e distribuzione dei richiedenti asilo.
Non è la prima volta che una nave, a seguito di operazioni di soccorso e salvataggio, viene lasciata in mezzo al mare. Come Delegazione italiana del PD al Parlamento europeo, chiediamo quindi un incontro con il Commissario Avramopoulos per discutere delle misure strutturali che l’UE può attuare per evitare che situazioni analoghe si ripetano ancora in futuro.

David Sassoli, Pietro Bartolo, Brando Benifei, Simona Bonafè, Carlo Calenda, Caterina Chinnici, Andrea Cozzolino, Paolo De Castro, Giuseppe Ferrandino, Elisabetta Gualmini, Roberto Gualtieri, Pierfrancesco Majorino, Alessandra Moretti, Pina Picierno, Giuliano Pisapia, Franco Roberti, Massimiliano Smeriglio, Irene Tinagli, Patrizia Toia.


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