Palermo, procuratore afferma campagna stampa per coprire trafficante di esseri umani. Ordine e sindacato giornalisti: “Giudizi pesanti e inaccettabili”

Durante la requisitoria della procura di Palermo nel processo a carico di Medhanie Yedhego Mered, il pm Calogero Ferrara ha attaccato i giornalisti parlando di «campagna di stampa per coprire il trafficante».

Mered Medhanie Yedhego, detto “il generale”, è accusato di essere a capo di una organizzazione transnazionale che gestisce il traffico di esseri umani tra l’Africa e l’Europa.
Ma l’imputato, arrestato a Khartoum nel 2016 e subito estradato in Italia, ha invocato l’errore di persona, sostenendo invece di essere un profugo eritreo, falegname, di nome Medhanie Tasmafarian Behre. I pm di Palermo hanno chiesto per l’imputato la condanna a 14 anni di reclusione e 50 mila euro di multa

Assostampa Sicilia su affermazioni pm Ferrara nella requisitoria del processo al presunto trafficante Mered: “Parole fuori luogo da un magistrato che conosce bene l’art. 21 della Costituzione”

“Assostampa Sicilia, sindacato dei giornalisti, non può che respingere le inaccettabili affermazioni del pm Geri Ferrara che, nel corso della requisitoria del processo a Mered Medhanie Yedhego, eritreo accusato di essere a capo di una delle maggiori organizzazioni di trafficanti di uomini, a giudizio davanti alla corte d’assise di Palermo, avrebbe affermato che è stata fatta una campagna stampa per coprire il trafficante”, dice Roberto Ginex segretario regionale di Assostampa Sicilia. “Il traffico di essere umani è certamente un atto riprovevole, non si può pensare che ci siano giornalisti che decidono a tavolino di avviare campagne a favore di criminali. Ben altra cosa è portare avanti inchieste giornalistiche che possono non piacere a qualche magistrato, ma che nella libertà e nell’autonomia professionale del cronista contribuiscono a fornire punti di vista diversi da quelli che emergono dalle inchieste delle procure. I giornalisti rispettano sempre l’operato della magistratura e per questo chiedono considerazione per il loro lavoro e la loro autonomia. Le parole di Ferrara ci sono apparse fuori luogo soprattutto perché provengono da un inquirente, che conosce bene l’articolo 21 della Costituzione italiana”.

“Campagna di stampa per coprire un trafficante? Giudizi pesanti che non ci si aspettano da un pubblico ministero”. È quanto afferma Giulio Francese, presidente dell’Ordine dei giornalisti Sicilia,
“Si possono avere opinioni diverse ma sempre nel rispetto dei ruoli – dice Francese – I magistrati facciano la propria parte, così come i giornalisti devono fare la loro, raccontando i fatti e, quando questi non li convincono, ponendo domande e sollevando dubbi. Piaccia o non piaccia è il loro mestiere, ci mettono la faccia e se ne assumono le responsabilità personali e professionali”.