Musumeci 2.0, tra federazione con Lega e partito dei governatori di Toti

In cerca della formula per realizzare un nuovo soggetto politico che sostenga un’alleanza di centrodestra alternativa, il presidente della Sicilia il 6 luglio a Roma, al Teatro Brancaccio, alla presentazione del progetto “Italia in crescita”.

Per Diventerà Bellissima è tempo di pensare seriamente al futuro. Il movimento di Nello Musumeci guarda a se stesso come cofondatore di un soggetto moderato di centrodestra, in chiave anti Cinquestelle, in grado di attrarre gli elettori che si collocano in quel bacino mutevole compreso tra i sovranisti e Forza italia.
Un soggetto che possa dialogare con la Lega senza esserne fagocitato, anche alternativo a una Forza Italia con Berlusconi in declino. I tempi dipendono da quanto resisterà l’attuale governo nazionale gialloverde. Se dovesse cadere troppo presto, la scelta obbligata per Musumeci sarebbe assecondare il disegno di quanti in DB, come il delfino Ruggero Razza, sostengono un patto federativo con la Lega per le elezioni nazionali, con l’ambizione di portare un nutrito gruppo di parlamentari a Roma.

Ma il progetto principale è il nuovo soggetto politico moderato, non soltanto riferito al contesto regionale. Musumeci si è già espresso da tempo con favore verso le grandi manovre del suo amico governatore della Ligura, Giovanni Toti. Un passato di giornalista Mediaset, già europarlamentare in Forza Italia e nel cerchio magico di Berlusconi, Toti non si è rassegnato al declino elettorale degli Azzurri, e negli ultimi mesi ha accelerato il suo disegno di una nuova realtà politica moderata e centrista, capace di raccogliere sia i voti di protesta finora regalati ai Cinquestelle che quelli di chi nel centrodestra non si riconosce nel partito di Salvini. Il progetto si muove e può trovare maggiore spazio di manovra politica nel contesto della Conferenza Stato-Regioni, che il partito dei governatori può avere l’ambizione di rappresentare come una sorta di super Consiglio dei ministri. Il concetto è anche quello che un presidente di Regione scelto dai cittadini con l’elezione diretta o un consigliere eletto con le preferenze può avere un ruolo più pesante di un parlamentare nazionale, arrivato a Roma attraverso le liste bloccate per volontà del proprio capopartito.

L’appuntamento cui la politica nazionale guarda con estrema attenzione è ora quello del 6 luglio a Roma, al Teatro Brancaccio, dove sarà presentato ufficialmente il progetto Italia in crescita, che pur nascendo attraverso l’iniziativa o il coinvolgimento di esponenti provenienti Forza Italia, mira ad un nuovo soggetto moderato diverso da quello degli Azzurri, in grado di creare una nuova alleanza di centro destra con i sovranisti della Lega e Fratelli d’Italia, ‘alla pari’ e non succube di Salvini, in grado di consentire un governo alternativo all’attuale gialloverde ‘a contratto’, guidato da Conte. Pregiudiziale, viene infatti dichiarata da Toti nel progetto ‘Italia in crescita’, l’impossibilità di un accordo con il M5S.

Musumeci, alle prese nel frattempo anche con un rimpasto di governo regionale, parteciperà così al Teatro Brancaccio a Roma a quella che viene prefigurata come la ‘costituente’ della nuova compagine, che presto si capirà essere o la seconda robusta gamba del centro destra o, piuttosto, un semplice ‘cespuglio’. Ricordiamo che l’ultimo in ordine di tempo ad avere pensato di sostituire nel ruolo Berlusconi e Forza Italia è stato un certo Angelino Alfano, scomparso nel nulla. E in Sicilia, oltre Gianfranco Micciché, ci sono molte altre figure, spessori e ambizioni politiche da non sottovalutare.


(In copertina: Matteo Salvini, Giovanni Toti, Nello Musumeci)

Dario Fidora

Direttore editoriale