Migranti, Bartolo: “Errore finanziamento missione soccorso Libia”

“Gente rischia la vita in mare pur di scappare dai lager libici, noi li riportiamo lì”.
“Molto spesso mi sono ritrovato a raccogliere le testimonianze dei migranti che ammettevano di preferire di rischiare la vita in mare piuttosto che tornare nei lager Libici”, racconta l’europarlamentare Pietro Bartolo. “In Italia queste testimonianze continuano ad essere ignorate da un governo che invece aumenta di oltre il 400 per cento il finanziamento alla missione di soccorso in mare da parte della guardia costiera libica. In questo clima spiace che alcuni esponenti del Partito Democratico oggi in sede di Commissioni congiunte Esteri e Difesa, dove era in esame il rifinanziamento della missione, abbiano presentato un emendamento in cui si chiede sostanzialmente alla Libia di non tenere armi a bordo delle motovedette. Come se per il resto andasse tutto bene.
Dimenticano, gli esponenti del governo, che al di là del Mediterraneo c’è la guerra. Dimenticano che la Libia non è mai stata un porto sicuro, né ieri, tantomeno oggi con la guerra in corso. Dimenticano che la gente rischia la vita, pur di scappare da quei luoghi in cui sono sottoposti a sevizie e torture. E in cui stiamo autorizzando le motovedette libiche a riportarli”.


La spesa autorizzata dal Governo per la proroga delle missioni internazionali e gli interventi di cooperazione ammonta a 1 miliardo e 428 milioni di euro. Il decreto è all’esame del Parlamento ed è stato presentato il 31 maggio alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Senato e Camera con gli interventi dei ministri di Esteri e Difesa, Enzo Moavero Milanesi ed Elisabetta Trenta.
La missione più costosa è quella in Iraq per il contrasto al terrorismo: 235 milioni di euro la spesa e attualmente 1.100 militari presenti.
Le due missioni in Libia (ospedale di Misurata e missione navale di supporto a Guardia Costiera Libica a Tripoli-Abu Sitta) costeranno 49 milioni di euro per l’impiego di 400 militari.