Sottosegretario Lega azzera quote pesca Sicilia, chiude storica tonnara di Favignana. Protesta unanime di Governo Musumeci, parlamentari siciliani Ars, nazionali ed europei, parti sociali

Corale protesta del Governo regionale e dei parlamentari eletti nell’Isola dopo la decisione del sottosegretario Manzato di suddividere le quote di tonno rosso pescato dalle tonnare fisse (solo cinque in Italia), assegnando alle quattro tonnare della Sardegna il 96% del pescato, a quella di Favignana, unica in Sicilia, solo il 4%.

Chiesto intervento urgente a ministro Lega Centinaio. 120 tonnellate di pescato sono il minimo indispensabile per garantire la sopravvivenza degli impianti di una tonnara. All’impianto che fu dei Florio a Favignana, assegnate solo 14,5 tonnellate. Considerando che il peso di ciascun esemplare va da 50 a 400 kg, la quota assegnata all’intera Sicilia non raggiunge complessivamente in media neppure 100 tonni. Ferita a morte anche la tradizione identitaria siciliana e ogni aspetto correlato a cultura e turismo. Lo stabilimento Florio di Favignana annesso alla tonnara fu il primo del suo genere: qui fu inventato il rivoluzionario metodo della conservazione del tonno sott’olio dopo la bollitura e inscatolamento. Compatto il fronte della protesta: dai pescatori alle massime Istituzioni regionali, dalla politica alle parti sociali.

Nello Musumeci
Nello Musumeci, governatore della Sicilia

“Non ci sto! Lo dico lontano da ogni spirito polemico e nel rispetto della leale collaborazione tra le istituzioni. Dopo anni di chiusura, proprio ora che grazie a un imprenditore coraggioso la Tonnara di Favignana è stata riaperta, la ripartizione delle quote di pesca, decise dal governo centrale per quell’impianto, non è compatibile con la sostenibilità finanziaria di un progetto serio”, afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.
“Per questo motivo, ho già chiesto al ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, di fissare un tavolo tecnico a Roma per riesaminare il decreto di assegnazione delle quote tonno, magari in un utile confronto con le autorità sarde. La Sicilia non può subire una così pesante e ingiusta penalizzazione. Al di là di ogni ragione regolamentare, spetta alla politica il compito di garantire equilibrio ed equità. Ed è quello che chiedo per la mia Isola al governo nazionale”.

Gianfranco Micciché, presidente Ars
Gianfranco Micciché, presidente Ars

“L’azienda Nino Castiglione, con un enorme sforzo economico e con il sostegno della giunta Musumeci, aveva da poco riaperto la storica struttura dando lavoro a centinaia di maestranze, restituendo al mondo una tra le più grandi tonnare del Mediterraneo e dal passato glorioso”, ha dichiarato il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Micciché. “Invito tutti i deputati siciliani a Roma, di qualsiasi schieramento o partito, a chiedere una immediata revisione della distribuzione delle quote tonno”.
La “Nino Castiglione”, azienda leader nel segmento delle conserve ittiche, è la prima produttrice italiana di tonno in scatola a private label per GD e GDO. La Castiglione aveva da poco rilevato il marchio Florio. In Italia il tonno in scatola è la conserva ittica preferita, scelta ogni settimana da 1 italiano su 2.

Non convincente il tentativo del Ministero di difendere il proprio decreto: “Nella ripartizione delle quote di tonno, ci siamo basati su chiari principi di equità e tenendo conto dei dati storici delle catture delle singole tonnare. Abbiamo dato nel contempo la possibilità concreta di far ripartire la Tonnara di Favignana, chiusa da oltre dieci anni, e quella di Cala Vinagra”, argomenta il sottosegretario alla Pesca, Franco Manzato (Lega).

Edy Bandiera, assessore regionale Agricoltura
Edy Bandiera, assessore regionale Agricoltura

“A fronte delle 80 tonnellate minime richieste, necessarie per la sostenibilità economica e finanziaria delle attività di pesca, in violazione del regolamento comunitario che, a chiare lettere, parla di un’assegnazione di quote tale da rendere sostenibile, dal punto di vista economico finanziario, l’attività di pesca della tonnara, ne sono state assegnate alla Sicilia appena 14 tonnellate”, denuncia l’assessore siciliano all’Agricoltura Edy Bandiera. “Altro che stimolo alla crescita e sostegno della filiera del tonno rosso, come dichiara il sottosegretario Manzato che, probabilmente ignaro di quali siano le reali esigenze, dice addirittura che con questo decreto ha voluto dare una risposta reale alle richieste delle tonnare stesse. Con questa iniqua ripartizione, di fatto, a fronte di annunci e proclami più volte ribaditi da esponenti del governo nazionale in terra di Sicilia, il Ministero sta condannando la Tonnara di Favignana a chiudere immediatamente i battenti”, ha aggiunto Bandiera. “Chiediamo il ritiro immediato e la modifica di questo decreto e una ripartizione in armonia con il regolamento comunitario, diversamente, non escludiamo ogni iniziativa utile a tutela del settore della pesca siciliana”.

Giovanni Basciano, vicepresidente nazionale Agci Agrital Pesca
Giovanni Basciano, vicepresidente nazionale Agci Agrital Pesca

“Gravissimo danno alla azienda Castiglione ed all’intera Sicilia”, Giovanni Basciano, responsabile Agci Agrital Pesca Sicilia, tra i massimi esperti del settore ittico dell’Isola. “Dopo anni di lavoro da parte dell’azienda Nino Castiglione, della Regione Siciliana, del Comune di Favignana, coadiuvate dalle associazioni di categoria e dalla gran parte della ricerca scientifica ed anche delle associazioni ambientaliste, a Favignana era stata calata la tonnara, sperando in una ripartizione delle quote di pesca che rispondesse a criteri di sostenibilità economica. Invece ieri (e solo ieri) a campagna ormai iniziata ed a spese ormai affrontate, con il D.M 235 sono state ripartite dal Ministero le quote tra le tonnare fisse, riservando a Favignana solo 14,5 tonnellate. Il danno per l’azienda è enorme, ma lo è ancora di più per il territorio e per l’intera Sicilia. Vengono vanificate in un sol colpo iniziative di promozione già programmate, bandi regionali aperti, comitati tecnici istituiti dalla Regione per collaborare alla crescita di una iniziativa su criteri di sostenibilità che l’Associazione Generale delle Cooperative Italiane ha sempre sostenuto. Mi aspetto che la Regione difenda il proprio operato di questi anni volto a favorire il ritorno di una tonnara storica in Sicilia, difendendo cosi anche il grande lavoro fatto da quanti si sono impegnati in questa direzione nell’Amministrazione e nel settore, ridando sicurezze ad una importantissima azienda che ha voluto scommettere sul ritorno di questa attività nell’isola di Favignana”, conclude Basciano.”

“Ad appena un mese dalla riapertura, la storica tonnara di Favignana chiude i battenti arrecando un grave danno economico alla Nino Castiglione, l’azienda trapanese a cui è stata affidata l’attività dell’impianto e che ha già investito nell’iniziativa circa un milione di euro, creando oltre 50 posti di lavoro”, dichiara Gregory Bongiorno, vicepresidente di Sicindustria. “Chiederemo al ministro – conclude Bongiorno – un provvedimento urgente per scongiurare gli effetti catastrofici del decreto 235 appena emanato. Curioso che il principio di equità, sottolineato più volte nelle premesse del decreto, venga poi usato per giustificare un’assegnazione tardiva e che penalizza soltanto la Sicilia. Infatti, alle aziende sarde sarà assegnata una quota per circa 342 tonnellate a fronte delle 14 tonnellate assegnate alla Sicilia”.

“Con il ritiro annunciato dell’azienda Castiglione, che ha investito sulla tonnara e che con queste quote non sarebbe in grado né di recuperare le spese né di reggere i costi”, scrivono in una nota i segretari generali Flai Cgil Sicilia e di Trapani, Alfio Mannino e Giacoma Giacalone, “si perderebbero una importante e storica realtà produttiva della Sicilia, produzioni di eccellenza e 80 posti di lavoro. Questo è inaccettabile ma ci sembra del tutto in linea con una politica leghista che chiude prima i porti poi le aziende siciliane”. Stesso metodo.

I primi cinque risultati alle elezioni europee 2019 nel Comune di Favignana:
Lega Salvini premier 269 voti, 29,11%; Forza Italia 216 voti, 23,38%; Partito Democratico 184 voti, 19,91%; Movimento 5 stelle 156 voti, 16,88%; Fratelli d’Italia 55 voti, 5,95%.

Pietro Bartolo
Pietro Bartolo, europarlamentare PD

“Il decreto sulle quote tonno va ritirato e riformulato, non ci sono altre alternative”, afferma l’europarlamentare Pietro Bartolo, PD . “Cambiare le regole in corsa significa condannare a morte un intero comparto che dà lavoro a circa 80 persone e sostentamento a un territorio fragile. Favignana ha rappresentato un modello virtuoso, capace di coniugare tutela di un patrimonio ambientale e storico con il lavoro. Un modello di sviluppo che andrebbe sostenuto e non, come fa il governo, penalizzato. Oltre al danno, risulta insopportabile la beffa di un provvedimento ad orologeria, adottato subito dopo le elezioni. Giusto per ricordare ancora una volta ai siciliani che la campagna elettorale è finita e che loro sono tornati ad essere il nemico”.

“Oltre a essere molto importante per l’economia e dal punto vista occupazionale, la pesca del tonno e il suo indotto rappresentano un pezzo della storia e della cultura di questo territorio e dell’intero Paese” ha sottolineato l’europarlamentare siciliana Caterina Chinnici di S&D, intervenendo al congresso nazionale Konsumer Italia a Favignana, all’interno della tonnara ex stabilimento Florio. “Occorre fare tutto il possibile per tutelare questa risorsa, che costituisce un valore anche in chiave turistica. Come europarlamentare farò la mia parte a sostegno del comparto. Auspico che la ripartizione delle quote per la pesca del tonno decisa dal governo nazionale, iniqua e molto penalizzante per Favignana, possa essere oggetto di revisione in tempi rapidi”.

“Centinaio non uccida la tonnara di Favignana”, dichiara l’europarlamentare Ignazio Corrao, M5S. “Chiedo l’intervento immediato del ministro dell’Agricoltura Centinaio affinché ritiri e modifichi il decreto di assegnazione delle quote tonno. La ripartizione alla Sicilia delle quote tonno segue logiche evidentemente lontane dal buon senso. Sono molto dispiaciuto del fatto che i cittadini favignanesi pur avendo riposto una grande fiducia anche in termini di consenso elettorale verso la Lega del ministro Centinaio, oggi subiscano un danno proprio ad opera dei rappresentanti politici cui avevano riposto la loro fiducia. Se non verranno presi provvedimenti immediati, investirò della questione direttamente la Commissione UE per valutare l’eventuale violazione del Regolamento europeo che prevede l’assegnazione di quote che garantiscano la sostenibilità economica e finanziaria dell’attività di pesca della tonnara”.

“A che serve il coraggio di un imprenditore come Nino Castiglione che aveva riaperto l’attività più identitaria e tradizionale dei mari siciliani come quella legata alla tonnara di Favignana quando la politica non fa la sua parte?”. Se lo chiede la deputata nazionale di Fratelli d’Italia Carolina Varchi. “Per avere una sostenibilità d’impresa, la tonnara di Favignana potenzialmente ha bisogno di una autorizzazione di almeno una quota compresa tra 100 e 140 tonnellate. L’impresa Castiglione con 14 tonnellate non ce la può mai fare. Ciò dimostra la distanza siderale tra il governo nazionale gialloverde dalla Sicilia e dai problemi dei siciliani e delle imprese dell’Isola. La Tonnara di Favignana significa per i siciliani tradizione, identità, mare e tutte le attività produttive connesse”.

Tonnara, reti a mare
Tonnara, le barche stendono le reti a mare

Non risparmia critiche Forza Italia. “La qualità e la quantità del tonno rosso in Sicilia non possono essere essere intaccate da un decreto ministeriale a trazione leghista, che assegna le quote individuali di cattura tra gli impianti di tonnare fisse, non tenendo conto dell’importanza che riveste per il nostro territorio, la Tonnara di Favignana”, afferma l’eurodeputato e Capogruppo di Forza Italia all’ARS, Giuseppe Milazzo. Piuttosto che ridurre le quote assegnate alla Sicilia, occorre incrementarle, attraverso serie azioni a tutela del pescato. Il mio impegno in Europa sarà in questa direzione, affinché non si pensi più alla Sicilia come terra di conquista, bensì come un’Isola da tutelare nelle sue tradizioni, anche e soprattutto per il comparto Pesca, contribuendo a debellare la minaccia delle frodi, che tanti danni arrecano alla salute e alla qualità del nostro tonno rosso”. Interviene così il deputato all’ARS, Stefano Pellegrino, FI: “Una Regione vocata alla Pesca come la Sicilia, con una tradizione di saperi, usi e tecniche che si tramandano nonostante le difficoltà di un comparto sempre più sterile, non può subire l’affronto di una ripartizione delle quote tonno per ciò che concerne la Tonnara di Favignana, che ne mortifica e compromette l’attività futura. Da marsalese, non posso accettare che si leda così l’economia di un territorio”. Aggiunge il deputato di Forza Italia all’Ars, Michele Mancuso: “Il sottosegretario leghista Manzato ha gettato la maschera mostrando il reale volto del suo Partito, a cominciare da quello del suo leader, Matteo Salvini, considerando il Sud come terra di conquista, da depredare e sfruttare all’occasione. La Tonnara di Favignana, a rischio chiusura a causa della ridicola ripartizione delle Quote Tonno, umiliante per un’Isola come la nostra”.

Dario Fidora

Direttore editoriale