Con l’Andros Basket Palermo in serie A1. Intervista al coach Santino Coppa

Dopo 29 anni Palermo ritrova la Serie A1 di pallacanestro femminile, grazie alla vittoria di AndrosBasket. Un successo firmato Santino Coppa.

Chiamatelo pure “il coach delle due Sicilie”. La favola di Santino Coppa, l’allenatore che prima ha regalato successi impensabili (due scudetti ed una Coppa dei Campioni con Priolo) ad un’isola che nello sport non ha mai avuto le stesse risorse del resto d’Italia, ed oggi a quasi 70 anni ha rilanciato se stesso e una metropoli come Palermo, portando l’Andros Basket in serie A1, 29 anni dopo l’ultima apparizione nella massima categoria. Ecco un ritratto per larghissima parte inedito di un “hombre vertical” non facile ma nemmeno banale, sicuro dei propri mezzi quanto pronto a trasmettere la sua esperienza, come racconta in fondo proprio la sua storia.

Santino story. Partiamo da lontano per spiegare che il legame con la propria terra è alla base dei suoi successi: nato a Ragusa nel 1950, studi fatti all’Isef di Palermo, creatore del fenomeno Priolo, provincia di Siracusa, grazie anche ai mezzi dell’allora potentissimo polo Enichem. Lusingato ma mai convinto dalla politica, a cui ha sempre preferito l’emozione dello sport dove era libero di metterci del suo. Profeta di un basket nostrano, dove le campionesse di ogni latitudine (e ne ha avute, eccome) dovevano integrarsi con le gregarie. A Woodard, Street, Tzekova, Kouznetsova, Skrastinia (fu lui uno dei primi a scommettere sulle giocatrici dell’Est, “liberatesi” dopo la caduta del muro di Berlino), la brasiliana Hortencia o la cubana Seino, accoppiate nomi magari dimenticati ma non meno importanti, Gitani, Palmas, Garuccio, Sofia Vinci, Granieri, Rivellini, che gli hanno permesso di vincere quanto se non più delle “stelle”.

Io e Michael Jordan. Per spiegare meglio il concetto, facciamo ricorso ad un aneddoto che chiama in causa il top dei top del basket mondiale, la superstar conosciuta da tutti: Michael Jordan. “Estate ’90, clinic a Bormio, evento Nike cui noi di Priolo siamo invitati come squadra campione d’Europa. L’ospite d’onore è proprio Jordan, in quel periodo al massimo del suo splendore. Le mie ragazze svenivano nel vederlo da vicino. È in programma una partita dimostrativa, Michael gioca un tempo in ciascuna di queste squadre. Bene, le formazioni che avevano Jordan, il numero 1 assoluto al Mondo, hanno perso entrambe”. Capito il messaggio? Anche l’ultima vittoria cestisticamente assomiglia moltissimo alle sue precedenti. Intensità difensiva, capacità di fare gruppo, costruzione graduale di una squadra, miglioramento individuale delle singole giocatrici. I cardini del suo basket, riconoscibili nelle sue avventure precedenti. Applicate a Palermo hanno reso vincente un gruppo che era sì competitivo, ma certamente non così superiore rispetto alle avversarie. Ma che è arrivato al top della condizione nel momento in cui serviva, ovvero i play off che ha dominato, tanto da non perdere più una partita.

L’umiltà che non ti aspetti. Sfatiamo però un po’ di luoghi comuni. Partiamo dalle conoscenze di Santino Coppa, scelto sulla carta perché considerato un santone che della pallacanestro femminile sapeva tutto. “Alla prima chiamata di Palermo nel novembre 2017 risposi bruscamente di no – spiega oggi sorridendo Santino – ormai allenavo nazionali, prima la Thailandia poi Malta, al massimo seguivo il basket americano. A tornare in A2 francamente non ci pensavo proprio, sapevo pochissimo di quel campionato”. Insomma, Santino il burbero diventa improvvisamente umile: “Fui convinto prima da mia moglie Susanna Bonfiglio (ex play maker di Priolo e della nazionale, che oggi gli ha regalato una bambina, Claudia, ndc.), che mi disse ‘ma perché non ci vai almeno a parlare così ti rendi conto di persona?’
Simona Chines, che avevo conosciuto da avversaria, insistette, ma fu determinante il primo impatto con Adolfo Allegra, il ginecologo che aveva appena rilevato la società diventandone presidente. Fui travolto dal suo entusiasmo, molti meriti di questo successo sono suoi”.
Il timore era aver chiamato in panchina un bellissimo soprammobile carico di gloria ma vuoto di motivazioni. Coppa ha smentito anche queste illazioni: “Dei miei successi passati parlavo il meno possibile perché Palermo doveva vivere e costruire un suo presente. Quelle emozioni sono indelebili dentro di me, ma ogni risultato è diverso”. Primo anno, Andros ai play off; secondo con carta bianca a Coppa manager. “Ma mi sono fatto consigliare, mi sono adeguato io alla categoria, non poteva essere il contrario”. In campo comanda lui ma le sue giocatrici finiscono per volergli bene: “Non vorrei mai urlare ma ogni tanto bisogna farsi sentire. Queste ragazze sono state splendide, vorrei ricordarle una per una”. Dall’australiana Vanderbergh che ha superato qualche ansia iniziale per rivelarsi decisiva nei play off, a Giulia Manzotti che ha sconfitto le perplessità mostrandosi un fantastico jolly capace di ricoprire più ruoli e tutti con straordinaria efficacia, alla capitana Marta Verona, figlia della Chines, così come la sorella Costanza arrivata a dare il tocco in più nei play off conclusivi. E poi le big Miccio e Russo, la rivelazione Cupido (che play!), le ragazzine palermitane che hanno messo da parte un formidabile bagaglio di esperienza.
E attenzione, se conoscete l’animus di Coppa, non è finita qua: “Questa per me è una scommessa straordinaria, ma bisogna continuare su questo solco: riportare Palermo non solo in A1 ma più in alto possibile. Pur con le difficoltà di risorse che conosciamo, dobbiamo darci un programma ambizioso: diciamo competere per i primi posti nel giro di 3 anni”. E per farlo l’Andros sta studiando un programma che non è solo tecnico: intanto vuole diventare sempre più parte del tessuto cittadino, tanto che lunedì sera sarà ospite persino di un cinema di rango come il Rouge et Noir che dedicherà un suo spazio alle “ragazze vincenti” palermitane. E poi ci sono i rinforzi per cui Coppa è già in movimento; la sua agenda prevede viaggi negli States (dove suo figlio Salvo ha vinto un titolo universitario come assistant coach), poi a Belgrado per gli Europei femminili e infine in Thailandia per i Mondiali Under 19. Al termine dei quali sceglierà le due straniere (più una comunitaria) che l’anno prossimo giocheranno in A1 per Palermo.