Palermo sport, due squadre in lizza per la promozione: Andros Basket e Telimar pallanuoto ai play off per la serie A1

Chiunque viva in questi tempi, e più specificatamente in questa città, conosce bene il significato ed il senso della parola “precarietà”. È la cifra caratteristica di questi anni privi o privati di certezze di ogni tipo.

Lo sport palermitano è abituato da sempre a convivere col concetto di precarietà, che volendo potrete anche chiamare emergenza.
Vuol dire combattere ogni giorno non tanto e non solo con l’impossibilità di una programmazione o con i normali problemi organizzativi di un qualsiasi team, ma con imprevisti che divengono talmente comuni da non poter più essere considerati anomali.

Aldilà degli aspetti gestionali di un club sportivo, nella struttura dei campionati ormai di quasi tutte le discipline, almeno quelle di squadra, il concetto di precarietà si coniuga con una situazione di classifica che si verifica a fine stagione. Si chiamano play off e sono gli spareggi che si giocano per definire le promozioni, dando ancora più pathos alle emozioni tipiche dello sport perché permettono a chi è arrivato dietro in classifica di contare su un’altra speranza di recupero e costringono chi è arrivato davanti a non mollare nel momento più bello ma anzi a convogliare il massimo delle attenzioni proprio nella fase culminante della stagione. Fateci caso, in fondo anche i play off sono un concentrato di precarietà: li giocano le squadre che hanno comunque disputato una stagione di vertice ma non sono state abbastanza forti da finire al primo posto e che dunque fino alla fine non possono essere certe del loro valore o del fatto che i loro sforzi siano stati sufficienti per centrare il risultato più ambito. Sapranno superare gli ulteriori ostacoli improvvisi che vengono posti sul loro cammino? Sapranno trovare dentro se stessi l’energia per fare quel passo in più che la formula del campionato richiede?

È su questo fattore solo in parte tecnico ma in realtà soprattutto psicologico che si fonda il fascino di questa coda del campionato che ormai tutti gli sport accettano e gradiscono. Coda spietata e spesso beffarda, che ti può togliere quello che per larghissimi tratti dell’annata sembravi poter meritare o comunque ottenere facilmente. Per quanto male possa farci, pensiamo al Palermo calcio dello scorso anno (primo per tre quarti di stagione e poi addirittura 4° al termine delle 42 giornate) evitando se possibile di roderci ancora il fegato con gli eventi più recenti e quel diritto a lottare sul campo che comunque la vogliate mettere è stato strappato ai rosa.

Come forse insito nella sua storia dunque, Palermo scopre in questi giorni di avere altre due squadre che stanno giocando play off fondamentali per il salto di categoria: le ragazze dell’Andros Basket giunte alla finale per andare in A1, in programma stasera (sabato) a Bologna, e i ragazzi della Telimar, cui manca un dettaglio per giocarsi le chances di promozione in A1 di pallanuoto. Non a caso due realtà cittadine che portano con sé il marchio della tradizione e dell’abitudine a superare ogni difficoltà. Non sappiamo se Palermo sia per natura una “città da play off”, come a significare qualcosa di bello, ma di incompiuto, una realtà che aspira al vertice ma cui manca sempre un centimetro per raggiungerlo. Sappiamo però che uno dei messaggi più forti che lo sport sa dare, è avere nel suo Dna la voglia e la capacità di andare oltre i propri limiti. E che queste due piccole-grandi squadre non calcistiche, costruite quasi essenzialmente in casa e spinte molto più dalla passione che da interessi di altri tipo, ci stanno dimostrando che anche loro, anche noi, possiamo compierlo quel passo che ci manca. Ed essere di serie A.