Apertura centro Decathlon a Palermo, iter burocratico troppo lento, annunciata interrogazione all’Ars

Caso Decathlon, si vuole accertare se è vero che la burocrazia fa scappare gli investitori. L’assessore al Suap smentisce i ritardi.

Sulle lentezze lamentate nei confronti degli uffici del Comune di Palermo che stanno valutando la possibilità di realizzazione di un punto vendita Decathlon nella zona dell’ex stabilimento della Coca Cola a Tommaso Natale, il capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima, Alessandro Aricò, ha annunciato un’interrogazione all’Ars.
“Un’economia in crisi da anni come la nostra non può permettersi di perdere investimenti milionari di aziende internazionali, disposte a realizzare nuove attività commerciali che creerebbero centinaia di posti di lavoro”, afferma Alessandro Aricò. “Ormai da numerosi mesi, come la stessa amministrazione comunale ammette, è in corso l’iter che potrebbe portare all’apertura di Decathlon a Palermo, certamente un’opportunità da non lasciarsi sfuggire per le notevoli ricadute positive che avrebbe sull’indotto. In questo come in altri casi, i tempi lunghi della burocrazia rischiano di scoraggiare e allontanare chi ha voglia di investire in Sicilia e noi non possiamo più permettercelo. Pertanto, presenterò un’interrogazione urgente all’Ars per chiedere di fare luce sui ritardi dell’iter relativo all’eventuale realizzazione di Decathlon a Palermo”.

Ribatte l’assessore al SUAP, Leopoldo Piampiano: “Con riferimento ad alcuni articoli di stampa circa la possibilità di insediamento in città di un punto vendita della catena Decathlon, si ritiene utile precisare che la pratica in oggetto è pervenuta al SUAP a metà di ottobre dello scorso anno e non ‘oltre due anni fa’, come erroneamente riportato. La stessa pratica è tuttora in fase di analisi, in considerazione della complessità tecnica, della necessità di individuare le aree a verde e destinate al parcheggio, indispensabili per la struttura e, soprattutto, in considerazione delle vicende giudiziarie dell’immobile ancora sotto sequestro. Risulta, poi, del tutto destituita di fondamento la notizia secondo cui il Comune avrebbe ‘scoperto solo dopo due anni’ che la zona interessata sarebbe classificata come B2, visto che la stessa è indicata nel PRG come ZTO D1. Ulteriori approfondimenti istruttori sono, inoltre, in corso da parte degli uffici, a seguito di notizie di stampa circa lo scioglimento e la liquidazione della Abate Group S.p.a. e ai provvedimenti disposti dalla sezione fallimentare del Tribunale di Catania”.


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