A Catania assemblea regionale contro l’autonomia differenziata, la secessione dei ricchi

Il regionalismo differenziato spacciato come valorizzazione dell’autodeterminazione dei territori e lo Statuto speciale dell’Autonomia siciliana tradito dallo Stato e dalla classe politica siciliana

Il 6 aprile, a Catania, dalle ore 10 alle ore 18, presso il Katane Palace, in via Camillo Finocchiaro Aprile n. 110, si svolgerà l’assemblea delle siciliane e dei siciliani per la costituzione dei comitati territoriali contro l’autonomia differenziata-la secessione dei ricchi concepita dai governi a guida PD e avviata dal governo M5S-Lega.
È indispensabile in Sicilia unire le nostre voci e le nostre forze per denunciare, per lottate e per bloccare il regionalismo differenziato, che attacca i Livelli Essenziali di Prestazioni-LEP, concepiti per garantire la coesione sociale, le pari opportunità dei cittadini e la solidarietà tra i diversi territori dello stato, per sostituirli invece con “standard territoriali differenziati”. Questo processo non rappresenta un percorso verso la valorizzazione dell’autodeterminazione dei territori, ma l’istituzionalizzazione delle disuguaglianze e delle discriminazioni, in particolare nei confronti dei cittadini del Meridione, della Sardegna e della Sicilia.
“Mentre Emilia Romagna, Lombardia e Veneto si apprestano a “ricevere” l’Autonomia differenziata, lo Statuto speciale dell’Autonomia siciliana – concesso alla Sicilia prima che venisse proclamata la Repubblica, quindi ancor prima dell’emanazione della Carta Costituzionale – è stato tradito dallo Stato e dalla classe politica siciliana ‘ascarizzata’ che ha rappresentato i partiti nazionali nell’arcipelago siciliano”, si legge in una nota diffusa dall’Usb. “È da respingere, quindi, la tesi che sostiene che tutti i mali economici e strutturali di cui soffre la Sicilia derivino dal suo Statuto speciale. L’Autonomia Siciliana, di fatto, è stata tradita e utilizzata come paravento per sfruttare e offendere le siciliane e i siciliani.
In questo contesto il popolo siciliano è costretto a ‘convivere’ con:
– vasti territori che possono essere paragonati alla Terra dei fuochi, devastati, inquinati e rapinati;
– l’aumento vertiginoso della disoccupazione, e non solo di quella giovanile;
– la ripresa della diaspora dell’ immigrazione, che riguarda tutte le tipologie lavorative e dell’emigrazione interna che drammaticamente continua a svuotare il sud;
– l’agricoltura ridotta a pezzi, mentre impera il caporalato;
– il comparto della pesca che in un decennio ha registrato la perdita di oltre 10 mila posti di lavoro;
– le infrastrutture ai minimi termini;
– la rete ferroviaria obsoleta e quasi tutta a binario unico;
– l’80% degli edifici delle scuole pubbliche statali non in sicurezza;
– la mancanza di un Piano Regionale Abitativo, a fronte di un aumento vertiginoso di sfratti, sgomberi e pignoramento ‘per morosità non colpevole’;
– gli apparati politico-mafiosi-massoni che non hanno mai smesso di essere dominanti;
– l’imperialismo NATO-USA: una vera e propria enorme base militare che occupa praticamente, da Sigonella a Niscemi, da Birgi a Lampedusa, tutti i territori siciliani.

I Comitati Territoriali , che “Il Sud Conta” lancia con questa assemblea, vogliono essere uno strumento di lotta per dare voce nei singoli territori siciliani alle comunità, ognuna con la propria specificità territoriale, culturale e sociale, contro l’Autonomia differenziata, chiedendone il blocco della ratifica. Nel corso dell’assemblea le proposte per articolare una mobilitazione permanente siciliana, che ha già come prima indicazione una prossima manifestazione a Palermo. Per aderire all’iniziativa del 6 aprile si può scrivere direttamente nell’evento fb o scrivere a [email protected]”.