Alleanza delle Cooperative e File invitati ma non a parlare. Gli Stati Generali dell’Editoria cominciano male

Le associazioni escluse dalla discussione nell’ambito della tavola rotonda rappresentano gran parte dei giornali editi da cooperative e non profit, condannati alla chiusura da una norma sostenuta dal sottosegretario Crimi.

Tagli del 25% ogni anno al Fondo per l’Editoria, che nel 2022 sarà azzerato.

Falsa partenza per gli Stati Generali dell’Editoria: il Governo esclude dalla tavola rotonda del 25 marzo le cooperative di giornalisti e gli editori puri. Protestano Alleanza delle cooperative italiane e Federazione italiana liberi editori: un dibattito che era stato annunciato come aperto e rivolto alla soluzione dei problemi rischia di essere già orientato verso gli interessi dei giganti del web e delle grandi concentrazioni editoriali.
Alleanza cooperative e File hanno diffuso un comunicato in cui esprimono stupore e rammarico di fronte al mancato diretto coinvolgimento degli editori puri, cooperative di giornalisti e altre realtà non profit, relegati al ruolo di spettatori
Le associazioni di riferimento delle cooperative di giornalisti e degli editori puri rappresentano centinaia di realtà che sono impegnate a garantire i valori del pluralismo nei territori, investendo nel prodotto, nell’informazione di qualità e nell’approfondimento, sia nelle forme tradizionali che online, nel massimo rispetto dei contratti di lavoro e della legalità.
Escludere dal dibattito un pezzo fondamentale del sistema dell’informazione italiano sembra già voler orientare l’impiego del Fondo per il pluralismo e per l’innovazione dell’informazione a favore dei grandi editori e delle multinazionali del web. Un dialogo che era stato invece annunciato come aperto e rivolto alla soluzione dei numerosi problemi del settore dell’informazione.
Di fronte a un mercato sempre più in crisi e sempre più dominato da processi di concentrazione azionaria e tecnologica, le cooperative di giornalisti e gli enti no profit, le radio e le tv locali, rappresentano nei territori e negli ambiti di riferimento un fondamentale presidio di libertà e pluralismo dell’informazione, costituendo nei fatti, e il più delle volte, l’unica alternativa a situazioni di monopolio informativo.