Arrestati vertici Blutec, sequestrato ex stabilimento Fiat di Termini Imerese

Penna, M5s: “Le sorti della società Blutec non compromettano quelle di settecento lavoratori e delle loro famiglie”. Mazzeo, Ugl: “Che questa vicenda non cada già da domani nel dimenticatoio. Di Maio dia attenzione e prospettive ai lavoratori”.

Con l’accusa di malversazione ai danni dello Stato, la Guardia di finanza ha posto agli arresti domiciliari il presidente del consiglio di amministrazione Roberto Ginatta e l’amministratore delegato Cosimo di Cursi della Blutec Spa, la società che ha rilevato l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese.
Ai due amministratori sono stati sequestrati beni immobiliari e mobiliari a loro riconducibili fino all’importo di 16 milioni e 516 mila euro, parte dei finanziamenti per 21 milioni di euro ricevuti da Invitalia che sarebbero stati distratti. Inflitta ai due indagati anche una misura interdittiva, per la durata di 12 mesi, che vieta di esercitare attività e uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

Aldo Penna
L’onorevole Aldo Penna

“Nei giorni scorsi avevo chiesto che venissero pubblicati i resoconti della società Blutec, da parte dei suoi vertici, per accertare come fossero stati spesi i milioni di euro stanziati dallo Stato per il salvataggio aziendale”, ha scritto in una sua nota il deputato nazionale Aldo Penna (M5S). “Evidentemente, alla base di questa sospetta riservatezza, vi era qualcosa di losco, su cui è intervenuta la magistratura. L’auspicio e l’impegno già manifestato dal ministro Di Maio è che le sorti della società Blutec non compromettano quelle di settecento lavoratori e delle loro famiglie che meritano, dopo anni di annunci e promesse, di ritrovare stabilità e la dignità del lavoro”.

Mazzeo, Ugl “Chi garantirà per le oltre 700 unità lavorative che sulla produzione di automobili ibride a Termini Imerese avevano scommesso il loro domani e le loro aspettative?”

Angelo Mazzeo, Ugl metalmeccanici
Angelo Mazzeo, Ugl metalmeccanici

“Quella di oggi è l’ennesima pagina triste per il rilancio dell’industria automobilistica siciliana, dove le speranze di rivedere riaperti i battenti del sito ex Fiat di Termini Imerese si sono frantumate con l’arresto ai domiciliari dell’intero management di Blutec. Il sogno della riconversione di un’importate fetta di un’area produttiva strategica per la Sicilia si frantuma così in un sol colpo, annientando le attese dei lavoratori, già pesantemente provati dalla chiusura del vecchio stabilimento, che oggi vedono il loro futuro ancor più nero”. Così commenta Angelo Mazzeo, segretario regionale della federazione Ugl metalmeccanici.
“Che qualcosa non stesse andando per il verso giusto l’avevamo già immaginato nell’ottobre scorso, dopo l’arrivo dei finanzieri all’interno degli uffici della società, motivo per cui già da allora eravamo parecchio allarmati per ciò che sarebbe potuto accadere nei mesi a venire, ed oggi purtroppo è successo portandosi dietro la gravità di aver illuso e lasciato sul lastrico centinaia di famiglie siciliane. Abbiamo apprezzato la tempestiva dichiarazione del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, che ha già interessato i suoi uffici al fine di seguire la vicenda e tutelare i lavoratori, ma ci auguriamo che questa vicenda non cada già da domani nel dimenticatoio ed al personale che aspetta risposte concrete vengano date attenzioni e prospettive. La nostra Regione – conclude Mazzeo – non può affatto permettersi l’ennesimo fallimento e per questo riteniamo che il Governo nazionale, in sinergia con l’amministrazione regionale, debba profondere ogni sforzo per individuare nuove opportunità per i 700 dipendenti ed evitare che in futuro l’industria siciliana sia oggetto di appetiti ed interessi di società e contesti poco credibili.”

Dario Fidora

Direttore editoriale