Catastrofe maltempo a Pachino. Distrutti impianti di itticoltura con danni per 16 milioni. Produttori di pomodoro e ortofrutta in ginocchio

La violenta tempesta che domenica scorsa ha colpito il sud est della Sicilia ha causato danni catastrofici ai produttori ittici e ortofrutticoli.

Distrutte 26 delle 36 enormi gabbie a largo di Morghella dell’azienda di itticoltura “Acqua Azzurra”, che ha lo stabilimento tra Marzamemi e Portopalo.
Si parla di sedici milioni di euro di danni, decine di milioni di avannotti perduti, un migliaio di tonnellate di prodotto ittico disperso in mare, a poche settimane dalla conclusione del ciclo e all’immissione sul mercato. Una calamità che si teme comporterà il licenziamento per 95 lavoratori, a cominciare dai 20 impiegati nei reparti del confezionamento e nei magazzini.

Il disastro si è abbattuto anche sui produttori di pomodoro e dell’ortofrutta nella fascia trasformata, il territorio dove alla coltivazione stagionale si è sostituita la cultura in serra, la cui situazione di forte difficoltà si è acuita nel 2018 per l’intensificarsi della concorrenza dovuta al ribasso dei costi da parte di produttori UE ed extra UE.

Domani è prevista a Pachino un’assemblea di protesta al mercato ortofrutticolo.

Analoghe manifestazioni sono previste in tutti i comuni della fascia trasformata, da Vittoria, Gela a Santa Croce Camerina.

Michele Cappadona, presidente Agci Sicilia
Michele Cappadona, presidente Agci Sicilia

“I danni causati dalla furia del maltempo hanno inflitto un colpo durissimo ai produttori del sud della Sicilia, nella zona costiera delle province di Caltanissetta, Ragusa e Siracusa”, dice Michele Cappadona, presidente dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane. “Agci Sicilia si associa alle richieste delle imprese e dei lavoratori nel chiedere un intervento d’urgenza al Prefetto e alle Autorità locali, e misure di supporto per sostenere  agricoltura, produttori e tessuto sociale. Misure di sostegno che intendiamo vengano riferite non soltanto alle aziende cooperative ma all’intero sistema economico locale, che viveva anche prima della tempesta della scorsa domenica situazioni di grave difficoltà”, sottolinea Cappadona. “Auspichiamo una prova di sensibilità politica da parte della Regione e del Governo nazionale, di doverosa solidarietà verso queste imprese siciliane che si trovano in situazione critica”.

Dario Fidora

Direttore editoriale