Questo Palermo è un piezz ‘e core

Non mi succedeva purtroppo da tempo ma oggi desidero iniziare parlando di spettacolo al “Barbera”, argomento che ultimamente per l’avvicendarsi di problematiche societarie che purtroppo non sembrano vicine ad esaurimento, ha inevitabilmente ricevuto una insolita secondaria attenzione se non assenza totale.

Palermo vs Brescia. Non era mai successo, salvo il richiamo con costo del biglietto a 2 €uro nella parte finale della scorsa stagione, che nelle partite casalinghe del Palermo di quella in corso si registrasse la presenza di 20.000 tifosi rosanero, spettatore più, spettatore meno, distribuiti in ogni settore dello stadio. L’amico, si è sempre detto, si vede al momento del bisogno; nella circostanza Bellusci in particolare ma tutti i suoi compagni e mister Stellone, sbucando venerdì sera dal sottopassaggio, hanno avuto modo di constatare che il loro accorato appello è stato alla fine raccolto con tanto, tantissimo calore; si, perchè al netto di ricorrenti e più o meno giustificate reazioni e conseguenti divisioni, per noi tutti tifosi rosanero, per rendere meglio l’idea mi approprio di un passaggio simbolo della sceneggiata napoletana, nella buona e nella cattiva sorte, in qualsiasi categoria, quelle maglie color rosa “sò piezz”e core”.

In tanti quindi rispondendo al forte richiamo cromatico hanno fatto ritorno allo stadio; mancava solo qualche “giapponese” che ancora non sa o non vuol rendersi conto che quel genere di guerra è finita, che il nemico, apparentemente vivo, è ormai morto; è sempre in tempo a mutare atteggiamento. Ancora una annotazione sulla tifoseria; vogliamo dire che in un momento societario assai critico come questo si è finalmente ricompattata? Ma si, come direbbe il buon Ignazio La Russa, “digiamolo!” a questa “catena” manca però un importante, determinante e trainante anello: dalle parti della curva nord, superiore e inferiore, chi ha buon orecchie per intendere m’intenda.

Brevemente sulla partita. Il risultato? subentrando l’aveva messo in cassaforte in nostro favore Nestorovsky; il popolo rosanero, festante, bandiere al vento, felice per quel meritatissimo vantaggio, aspettava il triplice fischio dell’arbitro per poter finalmente fare ritorno a casa tutto contento quando, “amarus in fundo” la sospirata vittoria in zona Cesarini purtroppo se ne andava…via col vento.


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