L’Ars boccia norme cardine delle legge di bilancio presentata dal governo Musumeci. Spesa della Regione paralizzata

L’Assemblea ha bocciato l’art. 1 della legge di stabilità, che introduceva il cosiddetto “modello Portogallo” e l’art. 7, che applicava la norma nazionale che consente di spalmare il disavanzo in 30 anni, mettendo in difficoltà il governo Musumeci.

La Regione siciliana da quasi due settimane si trova in gestione provvisoria: dunque con l’autorizzazione solo al pagamento delle spese obbligatorie.

Aldo Penna
Aldo Penna

Il deputano nazionale M5s Aldo Penna si era già espresso prima del voto contro l’intenzione di un mutuo trentennale di oltre due miliardi che avrebbero pagato le generazioni future.

Dopo la bocciatura ieri della norma sul disavanzo, perno della manovra, il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, ha richiamato alla responsabilità tutto il Parlamento siciliano: “Dobbiamo trovare una soluzione, i siciliani aspettano risposte altrimenti appena usciamo da qui ci ammazzano”. L’Ars è riconvocata oggi alle 18.

 

M5S all’Ars: “Musumeci si liberi dalle zavorre e scriva con noi quattro riforme per la Sicilia o vada a casa”

Francesco Cappello, M5S
Francesco Cappello, M5S

“La bocciatura degli articoli 7 ed 1, cardinI di questa disastrosa Finanziaria, è la lapalissiana dimostrazione dell’inconsistenza di questo governo, che non ha saputo difendere le norme fondanti dell’impianto normativo portato in aula. A scontarne le conseguenze, come al solito, saranno i siciliani, che attendono invano risposte da questo arrogante e presuntuoso esecutivo. A questo punto Musumeci ha poca scelta: o si libera dalle zavorre che lo frenano e scrive assieme a noi quattro riforme per salvare la Sicilia o vada a casa”
Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Francesco Cappello che, assieme ai suoi colleghi, nel tardo pomeriggio, ha incontrato i giornalisti nella sala stampa dell’Ars per una brevissima ed improvvisata conferenza stampa.
“Non ci interessano le poltrone – dice Cappello a nome del gruppo – ci interessa risolvere le tante emergenze di un’isola al collasso. Musumeci ne prenda atto”.

Legge di Stabilità, norma per il ripianamento del disavanzo. Armao: “Il Governo lavora per le soluzioni opportune”

“L’esito del voto contrario dell’Aula su una previsione contabile relativa al ripianamento del disavanzo richiede taluni approfondimenti che il Governo sta svolgendo, al fine di garantire il rispetto degli equilibri finanziari poliennali individuando le opportune soluzioni”. Così il vicepresidente della Regione e assessore all’Economia, Gaetano Armao, dopo la bocciatura da parte dell’Aula dell’articolo 7 del disegno di Legge di stabilità relativo al ripianamento del disavanzo.
“Il Governo confida nel senso di responsabilità del Parlamento alla ripresa dei lavori nella giornata di domani”, conclude il vicepresidente.

Fava “Governo all’epilogo. Musumeci firmi esercizio provvisorio e si dimetta”

“Non esiste più una maggioranza, nemmeno sulla finanziaria che per qualsiasi governo è la legge più importante. Il governo regionale naviga a vista e il presidente Musumeci non si vede più in aula.”
Lo ha dichiarato Claudio Fava incontrando poco fa i giornalisti in sala stampa all’ARS dopo l’ennesima bocciatura del Governo durante la discussione della Finanziaria.
Per Fava, “siamo ormai all’epilogo; ad una resa senza nemmeno la consolazione di una battaglia politica. Musumeci ne prenda atto: firmi per l’esercizio provvisorio poi venga in aula e si dimetta senza ulteriormente perdere tempo con ipotesi di finanza creativa che sono soltanto ulteriori conferme del suo cattivo Governo.”

Aricò: «Oggi all’Ars hanno prevalso i nemici della Sicilia. Irresponsabili che si nascondono dietro il voto segreto»

Alessandro Aricò
Alessandro Aricò

«Bocciando la norma che prevedeva agevolazioni fiscali per coloro che avessero trasferito la propria residenza o sede sociale dall’estero in Sicilia, l’Ars ha gettato al vento una grande occasione».
Lo afferma Alessandro Aricò, capogruppo di DiventeràBellissima, commentando la bocciatura dell’articolo della Finanziaria che avrebbe introdotto nella nostra regione il cosiddetto “modello Portogallo”.
«Un nostro emendamento aveva pure esteso la portata originaria della norma, prevedendo che a decorrere dall’anno di imposta 2020 le persone giuridiche che avessero trasferito la propria sede sociale dall’estero in Sicilia sarebbero state esonerate dal pagamento dell’aliquota ordinaria Irap per i primi dieci periodi di imposta».
Infine, Aricò sottolinea: «Queste agevolazioni fiscali sarebbero state un importante e concreto incentivo al trasferimento nella nostra regione di cittadini e imprese dall’estero, con conseguenti effetti positivi per l’indotto economico ed occupazionale in Sicilia. Purtroppo in aula ha prevalso la logica del “tanto peggio tanto meglio”. Chi ha votato contro l’introduzione nella nostra regione del “modello Portogallo” se ne assumerà ora la responsabilità davanti ai siciliani».

«Con la bocciatura dell’articolo 7 – nevralgico per la tenuta dei conti della Finanziaria – all’Ars hanno purtroppo prevalso i deputati “nemici” della Sicilia e dei siciliani”, afferma Alessandro Aricò. “Un comportamento da irresponsabili, per giunta senza neppure il coraggio di metterci la faccia, visto che è avvenuto tramite il voto segreto. Le opposizioni, e purtroppo anche i franchi tiratori della coalizione di governo, hanno dato un triste spettacolo: se ne dovranno ora assumere la responsabilità politica, soprattutto verso le fasce più deboli della popolazione siciliana che a causa di questo voto contrario potrebbero avere ripercussioni negative».


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