Lavoratori Blutec. “Grave silenzio del Governo”, sindaci e sindacati si autoconvocano al MISE.

La grave vertenza Blutec, azienda-simbolo dell’area industriale di Termini Imerese, torna sul tavolo del governo nazionale.

I sindaci del comprensorio terminano e madonita e della Città Metropolitana hanno inviato oggi una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro Luigi Di Maio sulla vertenza della Blutec “che sta attraversando – affermano – il periodo più buio da quando è iniziata 17 anni fa.”

Secondo i sindaci di Termini, Lascari, Sciara, Caccamo, Aliminusa, Cerda, Cefalù, Trabia, Ventimiglia, Campofelice e della Città Metropolitana, “ciò che preoccupa maggiormente, come rappresentanti degli Enti Locali, è l’assenza di riscontro da parte del Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico, nonostante le ripetute sollecitazioni a cura del presidente della Regione Siciliana, del Prefetto oltre che della Amministrazione Comunale di Termini Imerese.”

Negli scorsi giorni il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, ha sottolineato ‘la necessità di restituire una speranza di sviluppo ad una intera comunità e a circa mille famiglie che non hanno alcuna certezza economica per l’anno in corso’.
“Chiarezza una volta e per tutte sul destino di questi lavoratori – ha chiesto al ministro di Maio pochi giorni fa Nello Musumeci – e si mantengano gli impegni presi sia sul fronte delle prospettive occupazionali sia su quello della reindustrializzazione dell’area, con numeri e tempi certi. Ritengo legittima la richiesta delle forze sindacali di un ritorno del gruppo Fca-Fiat al tavolo delle trattative, dal momento che sino ad oggi Blutec non è riuscita a rilanciare lo stabilimento, ma è del tutto chiaro che il dicastero al Lavoro debba garantire per il 2019, a tutti gli operai, la cassa integrazione e gli strumenti di assistenza previsti’.

“L’assenza di prospettive concrete, il rischio di perdere anche quel minimo sostentamento derivante dagli ammortizzatori sociali, in un territorio come quello Imerese caratterizzato da un alto tasso di disoccupazione e dalle fragili caratteristiche socio-economiche, non consente di sostenere ulteriori passi indietro,” affermano i sindaci, che tornano quindi a chiedere “una convocazione urgente e non più rinviabile”.
Proprio oggi pomeriggio, nel corso di una assemblea che si è svolta al Comune di Termini Imerese, è stato deciso che da mercoledì una delegazione di amministratori e lavoratori si rechi a Roma al Ministero dello Sviluppo economico, anche senza una formale convocazione.

“Andremo col biglietto di sola andata – afferma il sindaco di Termini Francesco Giunta – perché non intendiamo tornare fino a quando non avremo avuto rassicurazioni su un intervento chiaro del Governo nazionale sul PIANO di reindustrializzazione del sito di Termini Imerese, sulla volontà di Blutec di sostenerlo da sola.”

Per Leoluca Orlando “è ora che alle parole seguano da parte del Governo nazionale degli interventi concreti che diano risposta ai lavoratori e alle amministrazioni locali che in modo unitario E sinergico si stanno mobilitando per una importante risorsa del nostro territorio.”

M5S: “Da Mise massimo impegno ma Blutec rispetti gli accordi ufficiali”

“Da parte del governo nazionale c’è il massimo impegno nel trovare la soluzione per i lavoratori di Termini Imerese che meritano la priorità.Blutec, spacciata dalla politica con l’avallo di alcuni sindacati come unica realtà in grado di rilanciare la produzione e dare occupazione, deve immediatamente rispettare i vincoli che le sono stati concessi dal Governo”. A dichiararlo sono i portavoce M5S di Termini Imerese Luigi Sunseri (Ars),  Antonella Campagna e Loredana Russo (Senato della Repubblica) a proposito della necessità dei lavoratori ex Fiat di ricevere la cassa integrazione. “Blutec deve rispettare gli impegni ufficiali presi con il Ministero – spiegano i portavoce M5S – il Mise è disponibile ad attivare tutte le iniziative tese a supportare il rilancio del sito e a tutela dei lavoratori e ad oggi permangono le condizioni per l’Accordo con Invitalia, purché Blutec provveda al pagamento dei 2,5 milioni di euro (acconto già dovuto per la sottoscrizione del primo accordo con Invitalia). Le risorse pubbliche degli ammortizzatori sociali vengano utilizzate per rilanciare le imprese o favorire la continuità produttiva e non come mero escamotage economico contabile da parte delle aziende. In caso contrario questo territorio dovrà essere liberato da questa nube che ci ha condotto ad un ritardo atavico nello sviluppo del territorio. Anche in quel caso – sottolineano Sunseri, Campagna e Russo – il Mise starà al fianco dei lavoratori. Ci preme inoltre sottolineare che non esistono informazioni ‘ufficiose’ ma mere speculazioni politiche da parte delle istituzioni locali che hanno deciso di far politica sulla pelle dei cittadini rischiando di compromettere un processo industriale che per loro responsabilità non ha mai permesso il rilancio di un’area importante del nostro Paese” – concludono i deputati.