Palermo, siamo nati per “sòffrere”…

God save non solo la Regina. Salvi anche l’U.S. Città di Palermo!

Quando ho concepito questa invocazione divina eravamo ancora in regime anglo/italiano; a quanto pare non lo siamo più.
Comunque, nella lunga storia della Società calcistica non sono mancati momenti rosa come non ci sono stati risparmiati momenti neri ma a mia memoria, e di militanza sul groppone ne ho tanta, non ne ricordo uno, tranne quelli dell’86 che poi hanno portato alla radiazione, che in passato ci abbia riservato colpi di scena così sconcertanti  come quelli che si susseguono in queste ore, tutta “pioggia” che cade peraltro sul già bagnato.

Dopo la tempesta-Zamparini noi popolo rosanero confidavamo in una quiete-inglese, tradotto: in una presidenza che in nome della invocata discontinuità desse prova di equilibrio caratteriale, di tranquillità finanziaria e seria programmazione, che mettesse o lasciasse gli uomini giusti al posto giusto, che ricompattasse l’ambiente, che di colpo rifacesse rivivere alla tifoseria quella passione “depotenziata” prima dalla precedente contestatissima gestione e a poi da un assetto societario non solo non chiaro ma reso ancor più scuro-notte dalle dimissioni (che più appropriato sarebbe chiamare fuga) del fantomatico presidente Richardson. Nulla purtroppo di tutto questo col risultato che l’U.S. Città di Palermo si trova ora incredibilmente acefalo con disinvolti e squattrinati faccendieri pateticamente impegnati a rimpallarsi l’un l’altro responsabilità comportamentali; “piazza” rosanero al momento sconcertata; sviluppi si attendono, o meglio, si temono.

Ricordo, in chiusura, quanto il giorno dell’ultima retrocessione in serie B mi sentenziò sconsolato e depresso un mio vecchio amico e compagno di fede calcistica (per la verità non in buoni rapporti con la pronuncia dei verbi): “noi tifosi del Palermo siamo nati per sòffrere” ; parole oggi interamente riciclabili perchè, destino crudele, le sofferenze, è triste attualità, purtroppo continuano. In favore della nostra povera “patria” in pericolo non ci rimane che sperare ardentemente nell’avvento in extremis di un salvatore, secondariamente di nome, principalmente di fatto e auspicabilmente a brevissima data; incrociamo le dita, che presto possa passare “’sta nuttata”.


(Foto © Studio Camera/Grazia Bucca)