Il liceo Einstein ha compiuto 50 anni. L’anniversario è un’occasione per “fare scuola” e riflettere sul rapporto tra storia e presente nel mese dedicato alla memoria della Shoah

Coltivare la memoria, per rispettare il passato e preparare il futuro: è questo il filo conduttore che il Liceo scientifico Einstein ha scelto di seguire per celebrare i cinquant’anni dalla sua fondazione.

Le manifestazioni per il cinquantennale hanno preso il via con un flashmob e l’inaugurazione di una mostra che ha raccolto le immagini inviate dagli ex alunni per raccontare il “come eravamo” dell’Istituto palermitano.

Nessuno spazio ulteriore, però, per la nostalgia. All’anniversario la Scuola ha deciso di dedicare anche una riflessione articolata in diverse tappe sul rapporto tra storia e presente, guardando agli alunni e alle alunne di oggi, a partire dagli studenti coinvolti nel progetto “I Giovani ricordano la Shoah”, il concorso scolastico nazionale bandito annualmente dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR) in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI). Il concorso ha l’obiettivo di promuovere iniziative didattiche, che culminano ogni 27 gennaio nella celebrazione della Giornata della Memoria, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Gli studenti dell’Einstein sono stati selezionati dall’Ufficio Scolastico Regionale siciliano per accogliere e accompagnare le scolaresche palermitane in visita alla omonima Mostra itinerante MIUR-UCEI, inaugurata a livello nazionale a Palermo, a Palazzo Steri, che raccoglie i lavori più significativi realizzati dalle scuole italiane nell’ambito dell’iniziativa. Si inserisce nel contesto di questo progetto anche «Le trappole della memoria», un cortometraggio realizzato dagli studenti del liceo palermitano con il coordinamento dei docenti di Storia Fabio D’Agati e Marina Patti. La proiezione del video ha aperto il primo degli approfondimenti in programma per le celebrazioni del cinquantennale, dedicato a «La memoria storica italiana e le discriminazioni tra passato e presente». Che cos’è la memoria storica? Quanto è importante per comprendere il presente? È possibile che oggi si ripetano gli orrori del passato? Gli studenti, videocamera alla mano, hanno girato l’interrogativo a adulti e coetanei realizzando interviste per le strade la città. Il video ha raccolto anche contributi e testimonianze di studiosi della Shoah, come Alessandro Matta dell’associazione Memoriale Sardo della Shoah e Riccardo Bardotti dell’Istituto Storico della Resistenza Senese e dell’Età Contemporanea, della senatrice Liliana Segre, superstite dell’Olocausto e una delle ultime testimoni dei campi di concentramento nazisti, di esperti come Giorgio Bisagna, presidente dell’associazione di avvocati per i diritti umani ADDUMA. Il risultato è un lavoro sincero e attento, che mescola l’indagine sul passato con il desiderio di comprendere i fenomeni del presente, in primis l’immigrazione e l’emergere di nuovi razzismi. Temi, questi ultimi, al centro di un ulteriore appuntamento legato all’anniversario, «Il diritto di migrare tra passato e presente», nel corso del quale gli alunni hanno presentato il cortometraggio “Migrazioni elegiache”, prodotto sotto la guida del regista Bernando Giannone nell’ambito del percorso di alternanza scuola lavoro «Un Festival sui Diritti umani: idee e strumenti per imparare», realizzato con il Sole Luna Doc Festival.

A confrontarsi con gli studenti sono stati fin qui chiamati intellettuali, come le docenti dell’Università di Palermo Gabriella D’Agostino e Antonella Plaia, rappresentanti delle istituzioni, come Ibrahima Kobena della Consulta delle Culture e il sindaco di Bisacquino Tommaso Di Giorgio, attivisti come Luca Casarini di Mediterranea, piattaforma della società civile per il soccorso in mare nel Mediterraneo centrale, professionisti, come lo stesso Bisagna. Le manifestazioni proseguiranno ora con alcune iniziative che coinvolgeranno gli alunni di ieri (si comincerà con gli alunni dell’anno scolastico ‘69/70, quello della fondazione) e gli studenti di oggi. Toccherà anche agli ex ragazzi dell’Einstein, dunque, contribuire a un confronto tra generazioni che riesca a sfuggire alle tentazioni della retorica e della nostalgia. L’Istituto ha provato a porne le premesse, a partire da uno dei compiti più importanti della scuola presente, educare alla cittadinanza attiva e democratica.