Mistificazioni sul Venezuela, Pagano: “Rischio di guerra civile? C’è già da anni, nel silenzio internazionale. Tra petrolio e narcotraffico”

Cattiva informazione e fake-news sulla grave situazione in Venezuela. Diffuse in Europa notizie che non rappresentano la drammatica realtà sociale degli ultimi anni. Nel Paese vive oggi una popolazione che conta almeno 500.000 persone di origine siciliana.

Il presidente dell’Associazione Sicilia-Venezuela, Giuseppe Pagano, lancia un appello sulla disinformazione nei confronti della gravissima sanguinaria situazione in cui versa da anni il Venezuela, da quasi un ventennio sotto dittatura.

“Solo da qualche settimana cominciano a circolare voci allarmanti sul Venezuela, afflitto dalla più alta inflazione del mondo, tendenti in sostanza a riportare che oggi il vero rischio sarebbe rappresentato dal pericolo che possa scoppiare una Guerra Civile.
 È vero invece che la Guerra civile in Venezuela è già iniziata da parecchi anni, senza che nessun Paese o Governo del Mondo, tranne rare eccezioni, sia intervenuto per stigmatizzare la gravità della sua situazione interna, le gravi violazioni dei diritti umani, elettorali e politici, la condizione della sua popolazione, le migliaia di dissidenti detenuti politici e gli altrettanti morti, uccisi in manifestazioni studentesche e popolari da forze militari governative”.

Nel Paese resta ancora al potere Nicolas Maduro, nonostante il trionfo elettorale del leader di opposizione Juan Guaidò Marquèz.

“Sono migliaia”, continua Pagano, “i venezuelani morti, o meglio uccisi, negli ultimi anni da un narco-regime che ha creato il ‘Cartello de los Soles‘, attraverso il quale la forza delle armi è riuscita, sinora, a contenere e condizionare le richieste di libertà delle opposizioni. L’attuale deriva dittatoriale, incarnata da Nicolas Maduro, è frutto dei vari ‘Golpes’ che l’allora capitano Hugo Chavez, con il contributo dei militari e grazie anche a qualche manina estera, ha messo in atto cancellando con il suo intervento militare l’elezione democratica del 1988 dell’allora Presidente Carlos Andres Perèz, esponente socialista di Acciòn Democratica”.

“L’Associazione Sicilia Venezuela“, prosegue il presidente Pagano, “lancia un appello affinché gli italiani ed i suoi esponenti governativi si impegnino a manifestare tutto il loro sostegno al nuovo corso governativo, riconoscendo la proclamazione del nuovo Presidente della ‘Asamblea Democratica Costitutional’, Juan Guaidò Marquèz del partito ‘Voluntad Popular’, eletto democraticamente a furor di popolo, che ha inaugurato un nuovo processo di transizione e stabilizzazione democratica dopo circa vent’anni di dittatura ‘comunista’, imposta ai venezuelani (la più lunga e grave mai subita nella sua storia), con la forza delle armi, paragonabile a quanto era tristemente avvenuto, nel 1973 stavolta con una dittatura fascista, in Cile.
 L’odierno regime, erede di quello del golpista Chavez, è guidato da Nicolas Maduro, un ex-autista di autobus, connivente con il depauperamento delle enormi risorse petrolifere e minerarie della nazione ‘Bolivariana‘ e le allucinanti vicende di narcotraffico (‘narcosobrinos‘) che hanno costretto quasi un quarto della sua popolazione ad emigrare, oltre che nei limitrofi Paesi sudamericani, pure in Europa: si parla di quasi 4.000.000 di persone, a fronte dei 20.000.000 di abitanti di questo Paese negli anni ’90.
Di questi 4.000.000 di migranti dal Venezuela non si interessa nessuno.

“Con la nostra iniziativa”, dichiara Pagano, “intendiamo sollecitare il Governo Italiano, nella persona del suo Premier Giuseppe Conte e del ministro degli Affari esteri Enzo Moavero Milanesi, ad attuare tutte le misure utili per potere chiedere il riconoscimento del nuovo Governo venezuelano guidato da Juan Guaidò Marquèz, in modo da favorire la transizione di quel Paese fuori da una orribile e sanguinaria dittatura comunista, durata quasi un ventennio.
Contestualmente si chiede al Governo italiano di provvedere a disconoscere il Governo Maduro, provvedendo di conseguenza, immediatamente, a ritirare il nostro Ambasciatore in Venezuela ed i suoi uffici, così come è avvenuto negli anni ’70, quando l’allora governo italiano ritirò l’Ambasciatore italiano dal Cile, lasciando un incaricato per gli affari correnti”.

Nei prossimi giorni, il Presidente della Associazione Sicilia-Venezuela, chiederà al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, al presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, al presidente della Regione Nello Musumeci, di avviare le opportune azioni nelle rispettive sedi istituzionali, orientate a sostegno del nuovo corso governativo democratico nel Paese sudamericano. 
Nelle prossime settimane, l’Associazione promuoverà iniziative anche a Roma, di stimolo per promuovere nelle sedi nazionali l’appello che il Venezuela vada a nuove libere elezioni al più presto.

In agenda tra le attività dell’Associazione, il presidente Giuseppe Pagano chiederà, insieme ad alcuni esponenti dell’opposizione venezuelana esiliati in Italia, di essere ricevuti nella più alta sede istituzionale del nostro Paese, la Presidenza della Repubblica, “dove oggi siede un siciliano, l’on. Sergio Mattarella, perchè possano avere udienza le istanze del popolo venezuelano che nel Paese possa ristabilirsi l’ordine democratico e consentire così ai suoi abitanti di riprendere a lavorare e produrre per lo sviluppo di un Paese dove la popolazione oriunda della Sicilia è stata sempre uno degli storici cardini a sostegno delle attività economiche d’impresa”.

“In Venezuela”, conclude il presidente Pagano, “vivono almeno tre milioni di cittadini di origini Italiane, molti pure iscritti all’A.I.R.E., e nelle liste elettorali degli italiani all’estero. È evidente quindi quanto intensamente sia coinvolta l’Italia contro ogni totalitarismo che possa condizionare, e ridurre, le libertà e i diritti della popolazione del Venezuela”.