Arafet. Usb su morte del trentenne di origine tunisina durante un controllo di Polizia a Empoli

Arafet Arfaoui è morto d’infarto dopo essere stato fermato dalla Polizia, intervenuta in seguito all’alterco per un biglietto da 20 euro ritenuto falso con il proprietario di un money transfer, dove si era recato per inviare dei soldi alla sua famiglia in Tunisia

“Arafet viveva e lavorava a Livorno e qualche tempo fa si era rivolto al nostro sindacato per alcune problematiche sul suo posto di lavoro e aveva deciso di iscriversi a Usb”, riporta una nota diffusa da Claudia Urzì, responsabile della federazione del sociale Usb di Catania.
Questa mattina una piccola delegazione dell’Unione Sindacale di Base di Livorno era presente a Firenze durante l’autopsia e successivamente ha partecipato all’incontro con il Console Generale della Tunisia a Firenze Gualserio Zamperini e al Console Tunisino a Roma Chokri Sebri che ha deciso di venire subito in Toscana per seguire il caso da vicino.
Collaborando strettamente con l’associazione “Acad” (associazione contro gli abusi in divisa), che sta seguendo il caso anche dal punto di vista legale, l’Unione Sindacale di Base ha annunciato il suo impegno, con la massima determinazione, affinché si arrivi alla verità sulla morte di Arafet. “Siamo costantemente in contatto con la famiglia in Tunisia”, fanno sapere dalla Federazione del Sociale USB Livorno, “e nei prossimi giorni non escludiamo di organizzare momenti di mobilitazione anche a Livorno.
Sono tante, troppe, le cose che non tornano in questa vicenda e le vergognose parole del Ministro Salvini non fanno che confermare le nostre ipotesi. Arafet è morto ufficialmente di arresto cardiaco a seguito di un fermo di polizia. Aveva mani e piedi legati. Non esiste giustificazione per una morte di questo tipo. Arafet era un lavoratore come noi”.

Arafet Arfaoui, il trentenne morto ad Empoli durante un controllo di polizia, è stato bloccato a terra in posizione…

Pubblicato da Rassegna Stampa su Lunedì 21 gennaio 2019