Ponte sullo Stretto. Cantarella, Lega: “No propaganda, ma strategia su sistema infrastrutture”

Fabio Cantarella (Lega) interviene su ennesimo ripescaggio dell’argomento “Ponte sullo Stretto di Messina”, sostenendo che occorre piuttosto una strategia per completare e rendere efficiente il complesso delle infrastrutture stradali, navali e ferroviarie, di cui il Ponte è solo uno degli elementi.

“Sul ponte sullo Stretto si sono sempre giocate partite ideologiche e di convenienza politica, sarebbe ora di mettere da parte la propaganda e di ragionare seriamente su una coerente strategia infrastrutturale per la Sicilia e il resto del Mezzogiorno”.
Lo afferma Fabio Cantarella, responsabile enti locali della Lega in Sicilia, intervenendo nel dibattito sulla realizzazione del collegamento stabile con la Calabria rilanciato dal Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci.

“Credo – continua Cantarella – che la prima necessità sia quella di orientare in maniera corretta il dibattito in corso: la domanda non dovrebbe essere sull’opportunità della costruzione del ponte sullo Stretto ma su quale strategia infrastrutturale per la Sicilia e il Sud Italia si vuole investire. Se non vogliamo realizzare una grande opera costosa e parzialmente utile dobbiamo immaginare il ponte come elemento di un complessivo ammodernamento ed efficentamento del sistema infrastrutturale siciliano”.

“Oggi – aggiunge l’esponente della Lega in Sicilia – il sottosegretario alle infrastrutture Armando Siri è stato a Messina da dove ha rilanciato il piano infrastrutturale per il Sud che annovera anche il Ponte, assieme all’alta portabilità delle merci, autostrade, porti, adattamento dei fondali e retroporti. La vera sfida è generare economia locale e occupazione intercettando i 60 milioni di TEU trasportati dalle navi container che passano davanti ai nostri porti e non si fermano perché non li ritengono convenienti e comodi. Basti pensare che un solo TEU genererebbe economia per 3mila e 500 euro. Occorre quindi affrontare il tema delle infrastrutture stradali, navali e ferroviarie siciliane in maniera complessiva. In Sicilia abbiamo un gap infrastrutturale enorme da colmare ed è fondamentale che le istituzioni nazionali e locali collaborino per garantire ai siciliani reti di comunicazione degne di questo nome e utili allo sviluppo dell’economia dell’isola rendendo concorrenziali i nostri prodotti su cui oggi incide pesantemente il costo dei trasporti” conclude Cantarella.