C’è qualcosa che non va…

Non mi ritornano i conti. In queste giornate strillate, fuori dai denti e borderline di epiteti coloriti alle Istituzioni, sucate babbalucesche al visigoto ministro e cornutiate liberatorie al dottore sindaco, ho pensato molto a mia madre… Si a Mamma Angela che lontana anni luce dalla didattica Montessoriana, ci elargiva timpuluna e cucchiarate a iosa quando mancavano di rispetto al signor Nino, il portiere del nostro stabile sempre prodigo a “muffiarsela” (riferire, fare la spia) sulle nostre fanciullesche marachelle, o mai si dica a una maestra o professore di turno. Le spiegazioni sarebbero state postume, l’approfondimento e le discussione in un secondo tempo: intanto il messaggio arriva chiaro e si sentiva, eccome… Non c’era storia, né confronto: loro non potevano essere depositari di storture o rilievi; erano come i punti cardinali precisi e certi, inconfutabili. E la lista di questi “nuovi orienti” era piuttosto polposa… Oggi provo a fare il genitore (glissiamo su eventuali richieste di risultato…) e nel cercare e applicare un personalissimo metodo ho rimosso la lista cui sopra e l’approccio unilaterale e a senso unico, nella certezza che il troppo non porta bene a nessuno. Tuttavia alla luce delle ultime “strombazzate” cui sopra, simbolo di tempi in cui i punti di riferimento languono, sfregiati e vilipesi, spogliati di tutta la ricchezza che dovrebbe essere in loro insita e riconosciuta, mi è tornata in mente Mamma col suo metodo vetusto e austero, ma foriero di adagi da tramandare ai posteri a futura memoria e che forse non tramonterà mai.