Avanti spopolo: la crociata di Orlando contro Salvini

L’adunata non è stata oceanica, ma se ci si si attendeva un atto simbolico da Palermo si può dire che è arrivato.

Il richiamo di Leoluca Orlando ha sortito l’effetto sperato se si tralascia l’aspetto numerico di certo influenzato dal giorno feriale, dal primo vero giorno di freddo, dal ridotto tempo intercorso tra la chiamata e la manifestazione.
E poi, diciamolo francamente, all’appello di Orlando si risponde con la testa non con la pancia che da sempre – e non solo a Palermo come testimonia la deriva nazionale – è più in grado di sollecitare partecipazioni allargate.
C’è chi sostiene che Piazza Pretoria sia stata la prova generale per un ritorno di Orlando sulla scena nazionale, laddove ha sempre giocato con dignità particine da comprimario a dispetto della sua natura leaderistica. Sarebbe la risposta populistica all’anti populismo, una sfida giocata lontano dai partiti che del resto sul fronte progressista fanno fatica a trovare temi e guide. L’Orlando aggregatore, ruolo che gli è stato congeniale a Palermo per carenza di sinistra e contesto favorevole, uno che ha preso voti e messo assieme centro e periferie, con la naturalezza di chi sa di non appartenere né all’uno né alle altre, ma di saperne intercettare speranze e desideri.
Giocare al di fuori dei partiti gli è stato sempre congeniale e lo testimoniano gli atti di ribellione con cui ha determinato divorzi clamorosi e rifiuti impensabili, dall’addio alla Dc al no detto in faccia ad Occhetto che gli offriva la guida dell’allora primo partito italiano. Orlando aggregatore e anti populista è l’ennesimo controsenso di uno scenario politico che in questa stagione infelice si nutre di troppi paradossi e poche prospettive. Oggi il sindaco di Palermo ha tuttavia un merito, quello di risvegliare le coscienze e creare le basi per una riflessione meno elitaria e più popolare sugli effetti delle iniziative legislative del governo nazionale. Poco importa se ci sia un livello di tornaconto personale, le cose che ha detto andavano dette ed è il motivo per cui è superfluo il registro delle presenze sotto Palazzo delle Aquile rispetto alle adesioni che stanno arrivando da ogni parte d’Italia e non solo dai livelli istituzionali.
Come spesso accaduto in passato, parole e azioni di Orlando hanno creato divisioni, stavolta con un fronte d’opposizione più rilevante rispetto al passato. Molti della opposta tifoseria auspicano la sua rimozione da sindaco, proprio per diretto intervento di Matteo Salvini. Ma non stiamo parlando di un fesso e questo è un regalo che il ministro non recapiterà mai a Orlando. Che sbraiti pure sul fronte dei diritti umani, ha da passà a nuttata. E sempre ci sarà una munnizza che gli farà pagare pegno.

Adesso a Palermo tantissimi in piazza per sostenere la posizione dei sindaci a partire dal loro primo cittadino Leoluca Orlando.(Foto di M. Di Gangi e L. Casarini)

Pubblicato da Il Corsaro su Venerdì 4 gennaio 2019

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