Palermo, botti di fine anno: campione d’inverno e aumenta il vantaggio dalle altre big

Una domenica speciale, un vero e proprio happy sunday per il Palermo che ha buoni e vari motivi per fare festa.

La vittoria contro il Cittadella conferma la solidità esterna che Stellone ha saputo garantire e anche la buona stella – scusate il gioco di parole – del tecnico ancora imbattuto in questa stagione.
Il Palermo ha vacillato per larghi tratti, ha accusato la maggiore capacità atletica dei veneti, ma ha saputo serrare le fila ed è rimasto in piedi. Ha avuto fortuna e in misura maggiore carattere e tenacia, qualità che alla fine hanno consentito di capitalizzare la giocata vincente di Trajkovski e Falletti.
Un bel regalo per la nuova proprietà chiamata adesso a svelare qualcosa di più di nomi e sigle che ancora non delineano i contorni di un passaggio di consegne che sino a questo punto ha in Zamparini l’unico vincitore. Si è scrollato i debiti di sopra e forse ha evitato anche guai ben peggiore di quelli sinora soltanto sfiorati. Intanto, bicchieri in mano e pronti al brindisi di fine anno. Anche se credere ai comunicati, dopo le tante ed eclatanti bugie che hanno fatto da sfondo ai vari tentativi di cessione, non è semplice. Taglierà la testa al toro l’imminente aumento di capitale sociale anticipato dal presidente Richardson e l’uso che nel breve termine verrà fatto delle risorse finanziarie che saranno immesse in cassa.
È vero, il Palermo non necessità di chissà quali ritocchi, ma se la serie A è davvero la priorità assoluta la nuova proprietà faccia bene i suoi calcoli. A gennaio lo scorso anno si perse la promozione per ciò che non si fece e per quello che invece riuscirono a realizzare le dirette concorrenti. In questi 30 giorni avremo tempo per capire quali prospettive avrà il Palermo, i movimenti in entrata e in uscita saranno più veritieri di qualsiasi dichiarazione pilotata.
Intanto i tifosi si godano il primato solitario, lasciando da parte la sterile e perdurante polemica scatenata via social tra chi frequenta il Barbera e chi no, tra chi alliscia ancora EmmeZeta e chi invece ha conati solo a sentirne parlare.
Il vantaggio non è determinante e non avrebbe mai potuto esserlo dopo il girone d’andata, ma anche oggi sono stati aggiunti altri due punti di vantaggio su Benvento, Verona e Brescia che restano le più accreditate concorrenti per la promozione diretta.
Per la squadra ora è tempo di vacanze, quanto mai opportune perché la fatica comincia a essere evidente. La sosta ci consegna la consapevolezza che, al contrario della passata stagione, questa squadra ha anima e cuore e una sua logica di gioco. Non sarà in condizione di ammazzare il campionato, ma difficilmente accuserà momenti di crisi. E se l’organico non sarà ridimensionato in qualità e quantità il traguardo appare decisamente alla portata. Non usiamo la parola potenziamento perché ancora, di grazia, non una sola sillaba è stata spesa nella direzione degli investimenti. E basterebbe ciò per avanzare ben più di un dubbio sull’incastro italo – inglese, perché anche nel club degli stolti sanno che la promozione in serie A attraverso i relativi incassi ripagherebbe da sola l’immissione di nuovi capitali e il saldo dei debiti di Zamparini.
Ma alla vigilia del nuovo anno la vena polemica preferiamo lasciarla chiusa nel cassetto. Per il momento basta che la nostra strada sia lontana assai dallo svincolo di Vergiate e che il rosa a tinte forti sia nel pennone più alto.


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