Al Teatro Politeama il Presepe di Palermo raccontato da Salvo Piparo

In un Teatro Politeama con un gran colpo d’occhio, ieri sera è andato in scena il Presepe di Palermo raccontato da Salvo Piparo.
Davanti a oltre settecento spettatori il Cuntastorie ha dato vita ad una natività tutta panormita fatta di tradizioni e contraddizioni dna tipico della nostra città.

Accompagnato magistralmente dalla voce di Costanza Licata e da alcuni elementi dell’orchestra Arci Tavola Tonda guidati da Michele Piccione, si sono rispolverati i natali nobili della città Tutto Porto, sempre tronfia di sé ma al contempo alla ricerca della vera sua essenza, alle prese con meraviglie incastonate e dilemmi atavici. Un lungo cammino per i mandamenti prima, quartieri-rione poi, immaginario quasi onirico ha fatto da prologo ad una natività attuale con una Maria dileggiata, scambiata per immigrata clandestina e poi protetta, portata in trionfo dal popolo in preda ad rinsavimento forse più opportuno che vero. La nascita del Messia letta da un Piparo alato di bianco come Summa, come ennesima speranza, come altra possibilità di rilancio ha concluso lo spettacolo, condita da una danza su musiche popolari beneaugurante e di per buoni auspici. Molto toccante il pezzo sulle borgate ridenti di Salvo Licata, affresco mirabile ed ancora a decenni di distanza attualissimo del degrado morale e urbanistico di alcune zone della città che seppur in “viaggio” ancora con tanta strada da percorrere.

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