Lorefice su migranti e bambini, lasciati a soffrire e anche a morire in mare

Affetto e calore umano a chi chiede rifugio e asilo: “Non rimanere in silenzio dinnanzi ai “dis-umani” decreti – tanto meno ad approvarli!”

Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, che già aveva espresso la sua condanna morale verso provvedimenti che “aggravano la sofferenza di quanti sono già vessati dalla povertà e dalla guerra, vere cause del fenomeno migratorio”, durante l’omelia di Natale ha rivolto parole sull’accoglienza dei migranti: “Troppi bambini sono profughi, rifugiati  e a volte affondati nei mari, specialmente nelle acque del Mar Mediterraneo. Di tutto questo noi ci vergogniamo  davanti a Dio”.
L’Arcivescovo ha invitato a leggere nelle Comunità parrocchiali il giorno di Natale e per tutto il tempo natalizio la preghiera che segue.

“Tu sei stato il primo profugo dell’era cristiana avendo vissuto il dramma della fuga e dell’esilio a motivo della sopraffazione del potente di turno di quella regione. Aiutaci a vivere il tuo Natale riconoscendo ogni piccolo, ogni donna e ogni uomo che chiede accoglienza. E se anche quest’anno abbiamo preparato un presepe nelle nostre case, nelle nostre chiese e nelle nostre comunità è per custodire un cuore di carne, umano, duttile, che appiana le strade, riempie le trincee e abbatte i muri per accogliere tutti, a maggior ragione, il povero, l’orfano, la vedova e il profugo: i prediletti di Dio. Sì, quanti incrociamo nelle nostre strade che chiedono pane, lavoro e casa, affetto e calore umano, o quanti approdano sulle nostre spiagge e nei nostri porti per chiedere rifugio e asilo.  Che non ci accada di rimanere in silenzio dinnanzi ai “dis-umani” decreti – tanto meno ad approvarli! –  che aggravano la sofferenza di quanti sono già vessati dalla povertà e dalla guerra, vere cause del fenomeno migratorio che l’idolatria del capitale e lo strapotere dei manager mondiali della finanza continua a generare dalle regioni e dai continenti periferici della terra.  Rendici capaci di preparare il vero presepe che ci fa fare memoria del tuo Natale; facci osare di aprire le nostre comunità, le nostre famiglie, le nostre canoniche, le strutture edificate dai santi palermitani testimoni della Carità, all’accoglienza dei poveri e di quanti saranno sottoposti, per decreto, alle intemperie, ai rischi e alle strumentalizzazioni della strada, privi di alloggio e di calore umano e cristiano. Fa’ che in tanti nelle nostre comunità possano donare volontariamente parte del loro tempo, con creatività e competenza, nelle diverse realtà di accoglienza, di ascolto e di aiuto presenti nelle nostre realtà ecclesiali e nel nostro territorio”.