A lezione dal prof Sfera. E basta.

Da genitore di un giovane virgulto alle prese con acne, esplosioni e scoperte a tutto tondo, la vicenda della discoteca nei dintorni di Ancona di per sè già tragica mi ha profondamente colpito e trascinato in una più ampia riflessione.

Non mi voglio iscrivere alla lunga e noiosa pletora di giudici famelici alla ricerca della preda da scuoiare (le responsabilità le accerterà la magistratura e (speriamo) elargirà pene certe e pesanti), nè ai critici feroci su tendenze musicali, way of life, testi borderline, modi di vestire e comunicazione. Ho imparato nei miei 48 anni e giorni che lo studio asettico, chirurgico del fenomeno, inteso come ciò che appare agli occhi, è spesso foriero di adagi preziosi, di conclusioni tanto semplici quanto mirabili. Con buona pace di sentimenti, usi e costumi andanti per maggiore.

Io voglio andare a lezione da codesto Sferaebbasta (spero si scriva così), che entra e si appropria delle “corde” della nostra gioventù in modo esemplare, unico ed efficace, naturale. Voglio imparare questo magnifico precettore dei giorni nostri (lo dicono i followers, informarsi con gli adolescenti please, anche chi fa finta di non conoscerlo ne sa parlare) approccio, metodo, tecniche e strumenti: lo esige il mio ruolo di genitore-educatore. Voglio nutrirmi di questo verbo ad oggi ignoto, da macchiavellico quale mi reputo… Ne usciro’ comunque arricchito e magari con le orecchie fumanti ma con una leva in più, da usare come meglio creda al momento opportuno…

 


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