Selfial Killer

 

Quante volte lo abbiamo letto a contorno di una notizia assurda: “meritiamo l’estinzione” o “speriamo in un asteroide”. Beh non occorre. Con pazienza quasi da Bonzo Tibetano, la natura sta facendo ordine. Puntando sulla nostra imbecillità, ci stiamo facendo fuori da soli.
No, lasciate perdere le emissioni dannose, gli iceberg che si staccano come burro davanti alla fiamma. Stiamo metodicamente facendoci fuori con l’arma più pseudo seducente del mondo.
I selfie.

Altro che puntarci un’arma alla testa e farla finita, altro che metodi invasivi e che lasciano macchie di sangue difficili da ripulire. Basta puntarsi uno schermo in faccia ed ecco che ci eliminiamo in modo pulito.

Nel 2011 i morti per selfie furono soltanto 3. Diciamo che ancora potevamo pensare di essere con qualche speranza. Addirittura diminuirono l’anno dopo.
Ma dopo il boom di Instagram e la stabilità psicolabile di Facebook nella vita umana, abbiamo avuto 98 casi di morte per selfie nella stagione 2016/17.
Il numero complessivo è abbastanza allarmante. 259 persone sono morte per selfie.
E si parla solo di quei casi emersi. Che significa? Che potrebbero esserci anche centinaia di morti per cui non si è riusciti a risalire con certezza che si stessero fotografando mentre la signora con la falce sorrideva dietro di loro.

Eh, voi direte che la colpa è della vanità femminile. Nulla di più sbagliato. Il 70% dei decessi è di uomini. Ma si sa, ormai spendiamo più di loro per le nostre sopracciglia ad ali di gabbiano, vuoi che non siamo anche primi a morire a cazzo di cane?
La casistica di chi passa dalla foto divertente a quella della lapide, è varia. In prima posizione la morte per mezzo di trasporto. Foto fatte lungo i binari, mentre il rapido Perugia – Frosinone passava senza avvedersi di noi, ma non ci mancano anche le combustioni, cioè darci fuoco da soli. Inoltre non paghi di avere già tra le mani un cellulare più devastante di una Glock 17, ci uccidiamo con armi da fuoco tenute in mano durante il selfie, o per opera di animali con cui volevamo scolpire in eterno il nostro sorriso. E ci siamo riusciti evidentemente.

Sublimi le affermazioni degli scienziati. Che a questo punto mi viene da pensare, sappiano benissimo di avere a che fare con dei minus habens e quindi parlano in maniera basica, quasi per infiniti, come se si rivolgessero ai selvaggi,  sapendo appunto che devono essere chiari, hanno così definito il comportamento: “Non sono i selfie in sé e per sé ad essere pericolosi, ma il contesto in cui si fanno, inoltre le motivazioni che spingono a fare un selfie sono riconducibili a voglia di approvazione con like e commenti. Inoltre è sempre meglio fare un selfie non rischioso che uno rischioso”.
Chi lo avrebbe mai detto.

Adesso credo che rivaluterò quelle donne che si fanno un selfie tra le maioliche del bagno. Rispetto al resto della popolazione, hanno capito tutto. Meglio avere alle spalle la tazza del cesso che un treno in corsa. Saggezza e lungimiranza.