Credito. No delle imprese artigiane e cooperative al regolamento Irca di Armao e Turano, approvato da Giunta Musumeci

Dopo la bocciatura nei giorni scorsi da parte dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane, ora l’intero mondo delle imprese cooperative e artigiane contesta lo schema di regolamento dell’Irca, l’Istituto regionale per il credito agevolato che il governo Musumeci ha creato accorpando Ircac e Crias.

Le sigle siciliane, Agci la scorsa settimana e oggi, congiuntamente, Casa, Claai, Confartigianato, Cna, Confcooperative e Legacoop, contestano come non si sia nei fatti tenuto alcun conto delle proposte che sono state chiamate ad esprimere in merito allo schema di ordinamento dell’Irca elaborato dal governo regionale.

Le imprese denunciano in sostanza che la riorganizzazione degli istituti di credito agevolato regionale da parte del governo Musumeci sia stata finora autoreferenziale, addirittura confusa, con novazioni calate dall’alto, non condivise o concertate, e di cui si continua a non fornire alcuna motivazione.

È un fatto che nel passato la politica abbia condizionato pesantemente la gestione e i bilanci di Ircac e Crias. L’attuale iniziativa di “riforma” appare avere senso quindi se garantisce un rafforzamento delle modalità di relazione tra il governo e le imprese, valorizzandone la rappresentanza. Al contrario gli imprenditori prendono atto di una volontà di accentramento senza precedenti, con l’aumento delle figure decisorie di nomina politica. Ircac (cooperative) e Crias (artigiani) hanno sempre avuto in consiglio di amministrazione due su tre rappresentanti, mentre il presidente era di nomina governativa. Nello schema di regolamento elaborato dall’assessore all’Economia Gaetano Armao e dall’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano il governo regionale nomina ora invece direttamente due componenti di Cda su tre. Perchè? L’Irca ha come utenti solo cooperative e artigiane, ed ha la finalità di garantire a queste particolari categorie di imprese, tutelate dalla Costituzione, l’accesso al credito agevolato. Attribuire al potere politico il controllo del credito verso queste imprese, tipicamente di piccole dimensioni e sottocapitalizzate, sottraendolo alla concertazione con i rappresentanti di coop e artigiani, non sembra opportuno soprattutto in ragione del perdurante stato di crisi economica.

Lo stop ad Armao sull’IRCA dalle sigle di artigiani e cooperative

“Spiace dover constatare”, affermano in una nota Casa, Claai, Confartigianato, Cna, Confcooperative e Legacoop “che lo schema di regolamento IRCA approvato dalla Giunta di Governo non ha fin qui recepito la gran parte delle proposte avanzate congiuntamente dalle associazioni artigiane e cooperative in merito al modello di funzionamento del nuovo istituto che dovrà nascere dal processo di aggregazione tra IRCAC e CRIAS.
Questo nuovo soggetto, nato per contenere i costi gestionali e rafforzare la capacità di risposta ad artigiani e cooperative in materia di credito agevolato, nella delicata fase di recessione economica e di stretta dei mercati, necessita infatti, per raggiungere i suoi obiettivi, di un modello di gestione funzionale e capace di intercettare le esigenze e le istanze delle imprese.
In tal senso il regolamento dovrà garantire, al di la degli aspetti squisitamente tecnici, efficacia e capacità di relazione con il sistema artigiano e cooperativo“.

“Attendiamo quindi che si avvii adesso il confronto, augurandoci che le scelte definitive che verranno adottate possano risultare improntate a questi obiettivi guardando anche alle esperienze positive ed ai dati che da esse emergono.
Per conto nostro ci confronteremo con spirito costruttivo con il Governo e le Commissioni Parlamentari, come prevede la stessa legge istitutiva dell’IRCA, augurandoci che in tempi brevi possa elaborarsi il testo definitivo per dare risposta alle esigenze delle imprese artigiane e cooperative siciliane”.

 

Dario Fidora

Direttore editoriale