L’associazione Babel Crew di Palermo vince il “Premio MigrArti Spettacolo 2018”, con il progetto Amunì 2.0-Volver

All’Ecomuseo del Mare la premiazione di MigrArti Spettacolo 2018 “La Cultura che unisce”. Vince l’associazione Babel Crew per il progetto Amunì 2.0-Volver.

Menzione speciale all’Associazione “Animali Celesti Teatro d’Arte Civile” per Il Sigillo. Gli organizzatori annunciano che questa sarà l’ultima edizione.

Le Motivazioni della Giuria composta da Paolo Masini, Alessandro Pontremoli e Mauro Valeri per la scelta di Babel Crew: “Il Premio Migrarti 2018 allo spettacolo Volver per la sapienza drammaturgica che fonde in modo originale i processi laboratoriali in un lavoro compiuto; per il coinvolgimento pieno dei ragazzi di seconda generazione, guidati con profitto all’interno dell’esperienza teatrale; per l’efficacia dell’azione formativa attoriale e la compiutezza del prodotto artistico”.
Menzione speciale a ll Sigillo: “Che presenta una ricchezza di linguaggi artistici e mostra un percorso di teatro sociale esemplare, in grado di coinvolgere in un’azione etica ed artistica ad un tempo un gran numero di partecipanti con particolare attenzione ai ragazzi di seconda generazione”.
Degli altri spettacoli la giuria ha segnalato: “Per il concerto Maqeda la qualità artistica del prodotto musicale; per gli spettacoli: Discrimigrazioni e Dimmi Ep la grande capacità di valorizzazione dei ragazzi e delle ragazze di seconda generazione”.
Il “Premio MigrArti Spettacolo 2018” fa parte del cartellone ufficiale di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018; l’organizzazione della manifestazione è stata curata dell’associazione “La Coccinella onlus”.
L’edizione palermitana del Premio MigrArti sarà l’ultima così come ha spiegato l’ideatore Paolo Masini, Uffici diretta Collaborazione MiBAC: “Il Progetto MigrArti così come lo abbiamo portato avanti in questi anni si chiude con questa edizione, poiché non verrà più finanziato dal Ministero. Siamo comunque in contatto con associazioni, organizzazioni e altre realtà per assicurare un futuro a questa Manifestazione che a nostro avviso arricchisce il patrimonio culturale nazionale”.

Erano presenti alla premiazione il sindaco Leoluca Orlando, l’assessore alla Cultura Andrea Cusumano, la giuria del Premio e l’attore Jonis Bascir.

“Noi crediamo che debbano essere le Culture il riferimento di ogni città, cosi come abbiamo già predisposto che il Capodanno, e l’inizio del nuovo anno, sarà dedicato alle Culture”, ha affermato Leoluca Orlando.
“Palermo è una città razzista nel senso che qui noi difendiamo strenuamente l’unica razza che esiste e cioè quella umana, e ci battiamo contro i nazisti cioè contro quelli che distinguono secondo le razze.
Bisogna cogliere il futuro, domani non ci saranno più distinzioni di razze, la realtà vera è che ci si ostina ad essere ciechi, a non cogliere quella che è la realtà. Qualcuno coglie la paura, qualcuno il pericolo: dobbiamo levarci la benda e riconoscere che i migranti possiedono straordinarie capacità umane, innovative e artistiche delle quali abbiamo bisogno in una Europa che sta morendo.

“Il premio MigrArti così come lo abbiamo portato avanti in questi anni si chiude con questa edizione”, ha annunciato Paolo Masini, “ma siamo già in contatto con associazioni, organizzazioni e altre realtà che come noi vogliono far proseguire il progetto che, a nostro avviso, arricchisce il patrimonio culturale nazionale”.

“La notizia che il Premio MigrArti così come lo abbiamo conosciuto finora non esisterà più è attestazione di vittoria, perchè testimonianza di qualcosa che fa paura, qualcosa che può effettivamente cambiare il modo di vedere”, ha commentato l’assessore alla Cultura Cusumano. “Siamo disponibili a far continuare il progetto per altre vie e con altre collaborazioni, perchè è un pò la visione condivisa con la città, legata al nostro microcosmo di isola al centro del Mediterraneo.
Palermo è una città di approdi ma anche di albe e non di tramonti, quindi mi piace pensare che questa sia un’indole del nostra animo, guardare sempre dove sorge il sole e guardare al mare come luogo dove poter scoprire nuovi mondi, ma dove poter accogliere anche i nuovi mondi che approdano”.


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