Il piano Marshall di Toninelli per la Sicilia

La due giorni in Sicilia occidentale del ministro per le Infrastrutture, il cinquestelle Danilo Toninelli, non lascia ora più alibi al governo nazionale.

L’impegnativo programma di sopralluoghi nei cantieri e di incontri istituzionali si è concluso con la constatazione che la situazione dell’intero sistema dei collegamenti stradali nell’Isola è disastroso. Necessario quindi un intervento finanziario ineludibile e immediato da parte dello Stato.

Dopo le ispezioni a tratte ferroviarie, porti, autostrade, strade statali e provinciali, proprio su quest’ultime Toninelli si è soffermato con una raffica di dichiarazioni: “Non sono contento di come stanno andando le cose nei cantieri Rfi e Anas in Sicilia, hanno il mio fiato sul collo. Strade provinciali in una situazione post bellica e drammatica, dobbiamo aiutare la Sicilia con norme speciali. È giusto che lo Stato faccia un passo avanti, si sostituisca alle Province. Vogliamo affidare all’Anas la gestione delle strade provinciali. In Sicilia non c’è una viabilità ordinaria. Per questo è necessario un commissario straordinario per la viabilità provinciale“.

La Sicilia ha eletto ben 49 deputati e senatori cinquestelle, chiamati a farsi tramite nei confronti del governo nazionale della necessità di adottare un intervento complessivo d’urgenza. “Abbiamo consegnato un dettagliato dossier con la situazione dei nove territori provinciali”, affermano i parlamentari siciliani dopo l’incontro con Toninelli, “per affrontare la disastrosa situazione delle infrastrutture siciliane, concentrandoci su strade provinciali e statali, autostrade, ponti, cavalcavia e sullo stato della rete ferroviaria”.

infrastrutture cantieri strade sicilia

Ma il problema evidente è che non basta velocizzare le opere già in cantiere o le procedure per utilizzare le risorse disponibili, spostando da questa a quella autorità le competenze operative. Occorre piuttosto destinare ingenti finanziamenti ad un programma di opere pubbliche in grado di riportare a “livelli europei” minimi lo stato delle infrastrutture nell’Isola, attualmente da terzo mondo.
Il Piano Marshall di investimenti per la ricostruzione delle infrastrutture dopo la seconda guerra mondiale fu attuato, tra il 1947 e il 1951, con una spesa di 14 miliardi di dollari di allora, perchè senza di esso l’Europa avrebbe conosciuto un gravissimo deterioramento delle condizioni politiche, economiche e sociali. Impossibile non riconoscere in questo quadro la situazione attuale dell’Isola.

L’assenza dello Stato in Sicilia, aldilà di impegni e promesse, per quanto riguarda gli investimenti infrastrutturali, secondo la senatrice Urania Papatheu (FI) è resa evidente dall’ultima legge di bilancio, che spiega: “Il problema non è tanto il decisore ultimo, in deroga alle procedure vigenti, ma la pecunia. Insomma, non il come ma il quanto. Per ristabilire la ‘normalità’ al ‘degrado delle strade siciliane’ servono tanti soldi. Dove li andrà a prendere il governo? Perché nella legge di bilancio non hanno predisposto questi finanziamenti? Presenteranno – si è chiesta la senatrice – un emendamento per la creazione di un fondo per il rifacimento delle strade siciliane? E a quando ammonterebbe? Un milione di euro? Dieci milioni di euro? Cento milioni di euro? Un miliardo? E dove troveranno questi soldi? Tagli alla spesa improduttiva? Nuove tasse? Storneranno fondi che andrebbero alla Regione? Non è dato saperlo”.

Danilo Toninelli è stato il primo firmatario della proposta di legge costituzionale in merito all’abolizione delle province, depositata il 14 maggio 2013. Ma c’è chi contesta l’idea di trasferire le competenza dalle ex-province allo Stato, annunciata dal ministro. “Respingiamo al mittente la proposta del Ministro Toninelli di affidare all’Anas la gestione delle Strade Provinciali: è un’offesa all’intelligenza di milioni di italiani che hanno respinto il referendum sulla cancellazione delle Province ed all’autonomia statutaria della Regione Siciliana che ha assegnato le funzioni a Città Metropolitane e Liberi Consorzi”, afferma Giuseppe Badagliacca del Csa Ral (Coordinamento Sindacale Autonomo – Regioni Autonomie Locali). “I Governi Nazionale e Regionale trovino invece il modo di assicurare agli enti di area vasta le risorse necessarie per garantire la manutenzione della rete viabile, in atto abbandonata al proprio destino con ampi tratti che restano ancora aperti con gravi assunzioni di responsabilità da parte dei dirigenti tecnici ed a rischio e pericolo dell’utenza”.

Leoluca Orlando si è rivolto al ministro alle Infrastrutture nella duplice veste di sindaco metropolitano di Palermo e di presidente Anci Sicilia.

Orlando ha illustrato, per quanto riguarda Palermo, l’impulso dato al “settore della mobilità sostenibile, dall’aeroporto di Punta Raisi alla realizzazione delle linee di tram, 4 già realizzate e 7 corso di realizzazione, unitamente alla esigenza di rafforzare il potenziamento del porto”.
Rappresentati al ministro “i disagi dei ritardi degli interventi del ferrato sotterraneo, di esclusiva competenza delle Ferrovie, che sicuramente impedisce la piena operatività delle linee tranviarie, realizzate interamente dall’Amministrazione comunale.
Sollecitato l’intervento del ministro perché si possa pervenire all’interno della città di Palermo al biglietto unico tra le linee servite dalla azienda partecipata Amat e linee metropolitane e sotterranee ferroviarie gestite dalle Ferrovie dello Stato”.

Da presidente dell’Anci, Orlando ha sottolineato il problema che alle ex-province non vengono assegnate le risorse per far fronte alle competenze in tema di infrastrutture.
“Lo stato di crisi finanziaria e la mancanza di personale adeguato da parte degli enti intermedi, città metropolitane e liberi consorzi”, ha affermato Orlando, “sta producendo guasti assai forti e pericoli per la stessa sicurezza dei cittadini. Invito, pertanto, il ministro Toninelli, così come più volte abbiamo chiesto anche in passato, ad affrontare, d’intesa con la Regione, il tema della cosiddetta mobilità minore, avendo come riferimento il fatto che la situazione autostradale siciliana non subisce cambiamenti e miglioramenti da oltre trenta anni”.

“Credo – ha continuato Orlando – che i recenti tragici avvenimenti  e i sempre più frequenti episodi di estremo maltempo, abbiano ancora una volta evidenziato che è necessario affidare a una struttura competente pubblica, quale è l’Anas, la manutenzione e la gestione della viabilità impropriamente detta secondaria, perché essenziale per la mobilità infra-comunale dell’intera Regione”.

Il messaggio che si è voluto lanciare è “Lo Stato c’è!” La Sicilia vuole avere fiducia nelle promesse del ministro Toninelli e aspetta il suo piano Marshall.

Commiato del ministro alle infrastrutture Danilo Toninelli dal presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci
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