“Poste Italiane penalizza il Sud. Urgono full time e stabilizzazioni per i precari”. Da Bruxelles l’appello dell’eurodeputato Cicu

Dura critica verso Poste Italiane, azienda in crescita ma che non prevede stabilizzazioni per i lavoratori precari in Sicilia e Sardegna. Fondate le rivendicazioni del comitato #FullTimeSubito

Salvatore Cicu, PPE: “Mi schiero al fianco dei lavoratori, sposando la loro battaglia di dignità e giustizia”

“Un’area come quella del Mezzogiorno d’Italia, con problemi economici ed occupazionali importanti, non può essere penalizzata in questo modo da un’azienda in crescita, come Poste Italiane, che di certo non deve dimenticare la sua predominante funzione sociale.” Queste le parole di Salvatore Cicu, europarlamentare del P.P.E. che critica duramente l’accordo sulle politiche attive del lavoro, sottoscritto lo scorso giugno da Poste d’intento con i sindacati nazionali di categoria. “Ho deciso di rispondere all’appello lanciato dai lavoratori postali del comitato #FullTimeSubito – ha dichiarato l’eurodeputato – perché ritengo fondate le loro preoccupazioni e legittime le loro richieste. Urge rivedere in tempi brevi il piano occupazionale, convertire tutti i contratti in full time, aumentare i numeri della mobilità in ingresso e procedere con le stabilizzazioni dei numerosi precari. Particolarmente penalizzate Sardegna e Sicilia, regioni per le quali non sono state previste stabilizzazioni per i tanti lavoratori a tempo determinato.”

Per Cicu, che annuncia anche l’invio di una lettera ufficiale alla dirigenza dell’azienda “servono dunque risposte efficaci ed in tempi rapidi per migliaia di famiglie che attendono da troppo tempo la positiva conclusione di questa annosa vicenda”. “Occorre allora che Poste risponda alle legittime richieste dei lavoratori e dia avvio ad una fase di confronto utile ad individuare soluzioni definitive ed efficaci. Anche io – conclude Cicu – mi schiero al fianco dei lavoratori, sposando la loro battaglia di dignità e giustizia”.

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