“Tra nuvole rosa & cieli azzurri”, raccolta di post pubblicati su facebook, il nuovo libro di Caminiti

Per uno scrittore, un giornalista, suscitare l’impazienza, il desiderio di leggere un suo nuovo libro, un altro articolo è già un successo.

E quando ho saputo del nuovo libro di Benvenuto Caminiti ho avuto subito il desiderio di leggerlo. Come per ogni suo post, ogni suo articolo pubblicato su facebook, il social network dove ho avuto il piacere di conoscerlo e diventarne “amico”.
Di libri, Caminiti ne ha scritti altri perché lui è posseduto da questo demone benigno che lo porta a mettere nero su bianco, su carta o foglio elettronico sentimenti, storie, umori. Da anni, da decenni. Tempo che gli ha dato esperienza, chiarezza di visione, delicatezza nel tratto e nel modo di proporsi. Questo “Tra nuvole rosa & cieli azzurri” è che una raccolta di post pubblicati su facebook, Un’esistenza raccontata attraverso aneddoti, sfoghi, confidenze, ricordi. Frammenti di vita, schegge di un’esistenza, spruzzi di emozioni attraverso cui si torna indietro nel tempo, negli anni della giovinezza dell’autore e in una Palermo che non c’è più, ma che sembra di rivedere, quasi in bianco e nero, di percorrere a piedi, su una carrozzella (magari sull’asse dietro, di nascosto allo “gnuri”, come fece Benvenuti da ragazzino).
Perché Caminiti ha questo pregio: rende visibile e vivibile ciò di cui scrive. Attraverso il racconto di particolari momenti di quotidianità, si entra nell’intimità della vita famigliare di Benvenuto Caminiti. E ti ritrovi con lui, nella cucina di casa sua, mentre Cettina, la moglie, gli chiede cosa preparare per cena, nella casa dei genitori, di Mamma e Papà, rigorosamente con le iniziali maiuscole, segno di un affetto e di un rispetto che tutti noi abbiamo perduto negli anni, accanto a lui nella ormai famosa Fila 19 della tribuna a tifare e soffrire per il Palermo. Non tutti quelli che scrivono hanno questo pregio, questo dono.

Facebook sembra la platea adatta a Benvenuto, il campo adattissimo alla sua fertilissima prosa. Perché scrivere sul social ha la caratteristica della immediatezza: versi lì quello che ti passa per la testa e per il cuore in quel preciso momento. Fotografie di una vita, che nei post di Caminiti trovano però la profondità di una vita vissuta con e per i suoi amori, che sono la famiglia, la moglie, la figlia e le nipoti, i fratelli, su tutti Vincenzo, modello di vita, e Vladimiro, esempio da seguire nella professione giornalistica. E, poi, i gatti, e, ovviamente, il Palermo.
Il Palermo che sublima l’amore per il calcio, quasi misura di tutte le cose, appiglio della memoria per recuperare date e fatti che col mondo del pallone, in questa autobiografia si intrecciano inestricabilmente. Ma nulla è come quel Palermo calcio, fonte di infinite gioie e dolori, di confronti talvolta anche aspri, ma stimolo per righe di grande passione, di felicità e di rabbia, appuntamento cui non si sa e non si può rinunciare, nonostante impegni solenni, giuramenti che fatalmente non saranno rispettati. “Allo stadio? Mai più!” E quel mai più diventa, al massimo un paio di settimane, quelle tra una partita e l’altra allo stadio. Al cuore non si comanda.
Il libro è utile fonte anche per riavvolgere il nastro delle stagioni rosanero. Dalle righe emerge e rivive la storia della squadra, dei suoi giocatori, che ti pare di vedere giocare, che ti vien voglia di supportare, quasi fisicamente, col tuo tifo. Molti di quei calciatori sembrano campioni, ma di tantissimi Caminiti tratteggia l’umanità, in tanti casi sperimentata da conoscenza personale e da stima motivata. In qualche caso, a precederlo, a stimolare la voglia dei giocatori di conoscerlo, ancora più che il contrario, sono i suoi articoli, i suoi scritti, la sua prosa fluida e magnetica. E scorrendo quel libro ti scordi di stare leggendo, e ti illudi di camminare al fianco di Benvenuto e di Cettina, di Vladimiro, Vincenzo e Mamma Carmen e Papà Giuseppe, di accarezzare Rimucci (io che odio i gatti..), di rivedere quella peste, ipse dixit, di ragazzino in pantaloncini corti.

Scrive benissimo, nella prefazione, Darwin Pastorin, grande giornalista, allievo di Vladimiro e amico di Benvenuto: “Tra nuvole rosa e cieli azzurri” è un compendio di nostalgie, di tormenti e luce; un mosaico di storie esemplari, romantiche… omeriche”. Ma anche di memorie, nostalgie e rimpianti, come ha scritto lo stesso Benvenuto Caminiti. Ma chi di noi non ne ha? Chi di noi non vorrebbe tornare indietro per correggere qualche atteggiamento, qualche monelleria, qualche risposta, o occasioni perdute e scelte sbagliate? Ecco perché finisci per pensare a Benvenuto, più che come a un amico, quasi a un parente al quale ti legano tantissime passioni. In molte di queste finiamo per individuare noi stessi

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