Sciacca, costruzioni sull’alveo del fiume. Musumeci: “Manderei in galera chi quelle opere le ha progettate e realizzate!”

Riunione coordinata da Nello Musumeci a Palazzo d’Orleans sugli interventi contro il dissesto idrogeologico da realizzare a salvaguardia della popolazione e delle attività commerciali e agricole nel Comune di Sciacca, alla presenze dei dirigenti tecnici regionali e del sindaco.

«Gli interventi consentiti in passato sull’alveo del Cansalamone e nell’area adiacente – afferma il governatore Musumeci – costituiscono un vero e proprio crimine. Quella parte del territorio non andava urbanizzata.
E oggi quel quartiere rimane altamente vulnerabile, esposto a costante rischio per chi vi abita. La Regione farà il possibile per ridurre, con alcune opere a monte, la quantità di acqua che scende su quella zona, ma il danno è quasi insanabile. Se potessi, manderei in galera chi quelle opere le ha progettate e realizzate!».

Il presidente della Regione proprio giovedì scorso si era recato a fare un sopralluogo a Sciacca, nelle zone maggiormente colpite dai nubifragi delle ultime settimane. Qui aveva percorso a piedi l’area nei pressi del Cansalamone, da anni ormai soggetto a ripetute esondazioni, in caso di condizioni meteorologiche particolarmente critiche, anche a seguito della costruzione di un tratto di strada con i piloni che poggiano sul letto del torrente. In particolare, le criticità maggiori nel centro agrigentino riguardano anche i torrenti Bagni, Bajata e Bellapietra. Sui quattro corsi d’acqua curerà altrettanti interventi il dipartimento regionale della Protezione civile, rispettivamente per un importo di 490mila, 375mila, 90mila, 200mila euro.
Per la pulizia del torrente San Marco, con oltre 200mila euro, interverrà invece con lavori di somma urgenza il Genio civile.

All’incontro nel Palazzo d’Orleans per gli interventi di messa in sicurezza del territorio hanno partecipato anche anche il capo della Protezione civile  regionale Calogero Foti, il dirigente generale del Dipartimento tecnico della Regione Salvatore Lizzio, il responsabile dell’Ufficio contro il dissesto idrogeologico Maurizio Croce e l’ingegnere capo del Genio civile di Agrigento Duilio Alongi. Per il Comune, oltre al primo cittadino Francesca Valenti, erano presenti alcuni assessori e il responsabile dell’Ufficio tecnico.