Giambrone e Bellia, chiesti 82.000 euro a testa di indennità da restituire al Comune di Palermo. Sabrina Figuccia: “Legge uguale per tutti”

“Tra i numerosi rilievi mossi dal ministero dell’Economia durante l’ultima ispezione nei conti del Comune, c’è anche il pagamento delle indennità a due alti dirigenti di Palazzo delle Aquile, super fedelissimi del sindaco Orlando, Fabio Giambrone e Diego Bellia, a cui adesso sono stati chiesti indietro ben 82 mila euro a testa di indennità incassate ma che non sarebbero dovute essere erogate dalle casse comunali”.
Lo afferma Sabrina Figuccia, UdC, consigliere comunale di Palermo, che prosegue: “Dopo il caso dei videoterminalisti, a cui il Comune ha chiesto la restituzione delle indennità incassate, scoppia anche quello dei due alti burocrati, che però hanno già presentato ricorso.

Sembrerebbe che quello firmato dal capo di gabinetto del sindaco, Licia Romano, sia un atto dovuto, per evitare conseguenze ben più gravi, come eventuali danni erariali.
Resta, però, il mistero come sia stato possibile arrivare a questo punto: chi doveva controllare – ragioneria, segreteria generale, capo del personale, capo di gabinetto, ecc. – cosa ha fatto? È rimasto a guardare? Ha preferito eseguire pedissequamente gli ordini del sindaco senza neanche fiatare? Domande a cui spero qualcuno dia al più presto una risposta.

I rilievi degli ispettori ministeriali devono essere rispettati da tutti: dai semplici impiegati, vittime di decisioni altrui, agli alti burocrati, perché non possiamo tollerare che ci siano figli e figliastri. La legge, per quanto dura, è uguale per tutti”.


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