Dissesto idrogeologico: lavoratori dei Consorzi presidio del territorio, ma sottoutilizzati. “La politica regionale faccia funzionare il comparto”

Mancanza di programmazione: la Regione non impiega operatori dei Consorzi di bonifica in opere di contrasto al dissesto idrogeologico, preferendo dare in appalto lavori a ditte private.

Stagionali, 2/3 lavorano solo tre mesi l’anno. Frammentazione delle competenze tra tre assessorati.

In una nota la Flai Cgil Sicilia, col segretario regionale Tonino Russo, replica al presidente nazionale dell’A.N.B.I.(associazione nazionale bonifica), Massimo Gargano, che in un’intervista al Tg2, ha reso dichiarazioni secondo le quali, alla fine, la colpa dell’illegalità e dell’incuria nel territorio sarebbe dei lavoratori dei Consorzi di bonifica.

“Ciò non corrisponde al vero – scrive Russo – , è vero invece che in Sicilia non esiste una programmazione che prevede l’impiego dei lavoratori dei Consorzi di Bonifica in lavori di ripristino e sistemazione di alvei fluviali, né tanto meno in opere di contrasto al dissesto idrogeologico. Quasi sempre si preferisce dare in appalto a ditte private queste lavorazioni”. Russo aggiunge che “il dott. Gargano sicuramente ignora peraltro che all’interno dei lavoratori della bonifica siciliana vi sono tutte le professionalità, le competenze e l’esperienza decennale di operatori che sono nelle condizioni di intervenire in tutto il territorio regionale in opere di sistemazioni idraulica del territorio, solo se la politica mettesse in essere progetti e risorse finanziarie in tal senso”. E specifica che “laddove i corsi d’acqua e le dighe sono gestite direttamente dai Consorzi di Bonifica, vengono fatte correttamente e puntualmente le manutenzioni e tutti i lavori di sistemazione idraulica necessari, in quei luoghi non ci sono stati disastri, perché i lavoratori dei Consorzi di Bonifica sono le vere sentinelle del territorio e, proprio per questo, punto di riferimento del mondo agricolo”.

“La politica superi i limiti della programmazione e renda il comparto in grado di funzionare”

L’esponente della Flai sottolinea le criticità del settore: 25 anni di commissariamento, l’ultima legge di riforma non applicata, la precarietà del lavoro, con soli 581 lavoratori a tempo indeterminato sul totale di 1.906. “Gli stagionali sono dunque 1.325 e di questi ultimi i 2/3 lavorano solo per 3 mesi l’anno e sono impegnati nella campagna irrigua a servizio delle aziende agricole per l’erogazione dell’acqua, per la manutenzione degli impianti e la gestione del servizio e solo nel periodo estivo. Tanto che, quando sono accaduti i noti fatti drammatici legati all’esondazione di fiumi, questi lavoratori erano già quasi tutti licenziati” . C’è inoltre “la frammentazione delle competenze con i Consorzi di Bonifica in Sicilia vigilati e direttamente dipendenti dall’Assessorato all’Agricoltura, mentre i fiumi sono di competenza dell’Assessorato Territorio ed Ambiente e Protezione Civile e, infine, la gestione di quasi tutte le dighe è di competenza dell’Assessorato alla Energia”. “Il comparto può dare dunque un grande contributo contro il dissesto idrogeologico – conclude – se messo nelle condizioni di funzionare al meglio e di questo la responsabilità è della politica e delle sue tante inadempienze”.


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