Tragedia di Casteldaccia, quando Catania commuove Palermo

Bellissimo gesto da Catania, per ricordare le nove vittime di Casteldaccia. Durante il derby di Serie C col Siracusa, la curva nord osserverà dieci minuti di silenzio.
Il lutto cancella, per un po’, che è già tantissimo, una fortissima avversione calcistica, riduce le distanze siderali.
I tifosi rossazzurri, in questo caso, dimostrano che si può uscire dalla gabbia della rivalità calcistica quando in gioco c’è qualcosa di più serio del calcio e tutti i siciliani, in quanto tali, devono ritrovarsi dalla stessa parte. Una decisione, quella della curva Nord dello stadio di Cibali, che sta commuovendo i tifosi del Palermo. Un atto di grande rispetto. Come quando i capi ultras rosanero andarono a rendere omaggio alla salma dello storico presidente etneo Massimino. Qualcuno vorrebbe cogliere l’occasione per sotterrare l’ascia di guerra tra le due tifoserie, da sempre rivali. È l’onda dell’emozione e della gratitudine che spinge a confondere, con tutte le buone intenzioni, due ambiti diversi. La rivalità, il campanilismo sono un gradevole condimento della passione sportiva, dell’amore per la propria squadra. Amore che, violenti o nolenti, è amplificato dal fatto di avere una squadra, dei colori da avversare. In fondo, lo sfotto’, la presa in giro tra tifosi esistono da sempre e sono pure divertenti, negli ovvi limiti del rispetto tra le persone. Ecco, questo deve essere il prossimo passo: non cancellare la rivalità, ma mettere da parte l’odio; non archiviare i cori tipo ” chi non salta….”, ma non rivedere gli scontri fisici dentro e fuori gli stadi, gli assalti ai pullman, guardare a episodi, anche tragici, del passato come a qualcosa che non tornerà mai più. Questo sarebbe un grandissimo trionfo che renderebbe onore alle due tifoserie, pur nella rivalità che ci sarà sempre

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