Dissesto Comune Catania, sindacati e associazioni dei datori di lavoro: “La politica tutta abbandoni le contrapposizioni di partito e si stringa attorno alla città”

Le sezioni riunite della Corte dei Conti di Roma hanno rigettato il ricorso del Comune di Catania contro la delibera n.153 del 4 maggio 2018 con cui la sezione controllo della Corte dei conti della Sicilia ha decretato il dissesto economico-finanziario dell’Ente.

Secondo i giudici contabili il ‘buco’ di bilancio sarebbe di circa 1,6 miliardi di euro, in assenza della sostenibilità finanziaria per gestirlo.

Sindacati e associazioni datoriali hanno diffuso un comunicato congiunto: “Una delle pagine più buie della storia dell’ente comunale, inizio di una fase difficile. Ma la città rimane viva e nessuno può permettersi di spegnerle la luce”

“Con la dichiarazione di dissesto si apre oggi indubbiamente una delle pagine più buie della storia del Comune di Catania. Di fronte ad una notizia del genere, che certifica l’avvio di una fase difficile, crediamo che l’amministrazione comunale non abbia altra via che assumere sin da subito decisioni condivise e drastiche per mettere in sicurezza i conti della città, da quì all’immediato futuro. Rispettiamo le decisioni della magistratura contabile ed ora che la questione passa definitivamente nelle mani della politica, come organizzazioni sindacali auspichiamo che dagli schieramenti venga superata ogni contrapposizione per stringersi attorno alla città e trovare le soluzioni per salvarla dal disastro sociale. Intanto, insieme alle associazioni datoriali ed alle altre parti sociali, continueremo a tenere accesa la speranza. Catania celebra oggi il fallimento di una gestione politica-amministrativa, che è stata poco oculata, ma è una realtà viva e nessuno può permettersi di far cessare la luce. Intanto chiamiamo tutta la cittadinanza a partecipare alla marcia del 12 novembre, alle 17.30 con partenza da via Etnea (di fronte la Villa Bellini), per chiedere ai governi regionale e nazionale di non spegnere i riflettori su Catania e di intervenire, oltre che con le misure previste dalla legge, con risorse affinché questa comunità non si spenga.”
Lo dichiarano i segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci, insieme ai vertici catanesi di Agci, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, Confindustria, Legacoop, Uneba, Unci, Unicoop e Unimpresa, rispettivamente Silvana Strano, Andrea Milazzo, Riccardo Galimberti, Bernardo Catalano, Gaetano Mancini, Antonello Biriaco, Giuseppe Giansiracusa, Salvatore Caruso, Salvatore Bentivegna, Eleonora Contarino e Salvo Politino.

Dopo che il Consiglio comunale avrà dichiarato il dissesto dell’Ente, la prefettura nominerà i componenti dell’Organismo speciale per la liquidazione (Osl) che, come nelle procedure fallimentari, gestirà la massa passiva. Sindaco e Consiglio comunale resteranno in carica, i dipendenti del Comune non hanno ancora ricevuto lo stipendio di ottobre, quelli della partecipate neanche la busta paga di settembre.

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