Ddl su vittime innocenti, ingiustizia di Stato distinguere se vittime “della mafia” o del “terrorismo mafioso”

Un nuovo disegno di legge ripropone il tema della disparità di trattamento da parte dello Stato tra vittime innocenti di azioni criminali.

La normativa vigente lascia spazio a interpretazioni che spesso causano gravi discriminazioni, essendo previsti solo per le vittime del terrorismo diversi ulteriori importanti benefici. 
Come esempio eclatante vengono citate le stragi di Capaci e via D’Amelio dove, pur essendo tutte vittime della mafia, alcune delle persone uccise, di competenza del ministero di Giustizia, sono state inquadrate come vittime del terrorismo (mafioso). Le altre, di competenza del ministero dell’Interno, sono state considerate “solo” vittime della criminalità organizzata.
Sull’argomento interviene Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dei familiari vittime di mafia dell’associazione “I cittadini contro le mafie e la corruzione”, ricordando che oltre cinque anni da quando una delegazione di familiari di vittime innocenti di mafia venne ricevuta all’Ars dal gruppo parlamentare regionale del M5S, per discutere delle problematiche relative all’impianto normativo regionale e nazionale.
“In quella circostanza – afferma Ciminnisi – la deputazione regionale del Movimento 5 Stelle accolse le istanze della delegazione assumendo l’impegno a voler rimediare a una legge iniqua che finisce con il creare categorie di vittime di serie A e vittime di serie B”.
“Apprendiamo adesso del disegno di legge presentato dal senatore Gianmarco Corbetta, del Movimento 5 Stelle, in favore dell’equiparazione delle vittime del dovere alle vittime del terrorismo, rimediando così a una ulteriore discriminazione di legge”, che però non interviene ancora una volta sulla equiparazione tra vittime di mafia e vittime del terrorismo mafioso.
“Visto che oggi il Movimento 5 Stelle è entrato a far parte del governo,” continua Ciminnisi, “ci saremmo aspettati che si volesse sanare il vulnus che rende le vittime di mafia cittadini di serie B”. Non è così. “Appare evidente come si voglia penalizzare le vittime innocenti di mafia, colpevoli evidentemente di essere tali in quanto l’evento luttuoso è avvenuto nel meridione d’Italia. Non si comprenderebbe diversamente come una strage avvenuta in altre regioni d’Italia per vile mano mafiosa, si possa classificare come di ‘matrice terroristico mafiosa’, mentre se lo stesso evento riguarda il Sud del Paese, diventi semplicemente ‘mafiosa’, dando origine a una discriminazione alla quale non riusciamo a dare alcuna spiegazione. Auspichiamo pertanto – conclude Ciminnisi – che il senatore Gianmarco Corbetta, o chi per lui, voglia intervenire includendo anche noi familiari di vittime di mafia di serie B in un disegno di legge che metta la parola fine a un’ingiustizia vergognosa per un Paese che possa definirsi civile.”

LEGGE 20 ottobre 1990, n. 302
Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. (GU n.250 del 25-10-1990 )

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