Alluvione e morte: ma quando scatta l’allarme chi protegge i siciliani?

La ribellione della natura e lo scempio degli uomini, da questa letale miscela nasce una delle notti più tristi della Sicilia dell’ultimo mezzo secolo. Bisogna tornare al terremoto del Belìce per trovare un bilancio più sconsolante di ciò che ha prodotto ieri la forza devastante dell’acqua. Nel giorno del lutto per le dieci vittime di Casteldaccia e di Vicari è appropriato solo il silenzio. Ma non deve apparire fuor di luogo la più semplice delle domande: quando scatta l’allarme meteo di massimo livello, concretamente chi deve fare qualcosa? Perché a osservare le immagini che hanno invaso le bacheche di facebook è un miracolo che la morte non abbia moltiplicato per 100 la sua morsa. Non solo nei paesi delle province dove l’esondazione di fiumi e dei torrenti ha creato devastazione, ma anche nelle città come Sciacca o la stessa Palermo.

Quando la protezione civile fa scattare l’allarme, al di là della chiusura delle scuole, non si attiva nessun obbligo per rendere più sicura la vita dei cittadini? Le immagini di via Porta di Castro e della Circonvallazione di Palermo non possono che alimentare tali dubbi. Chi deve fare qualcosa in caso di emergenza. Perché lo sgomento di oggi possa non generare altre lacrime e dolore.
I VIDEO

Sciacca (Agrigento)

Nessuno ne parla. I Tg assenti per quanto riguarda la nostra Sicilia. Sciacca, una città affondata stamani.

Pubblicato da Pierfelice Ferreri su Venerdì 2 novembre 2018

 

Marineo (Palermo)

sono appena rientrato a casa sapendo di aver fatto il possibile insieme a tutto ilCoc, le forze dell’ordine e grazie a Dio a tanti volontari che hanno messo a disposizione i loro mezzi per sbloccare le strade. Per fortuna non abbiamo avuto danni a persone. I danni sono stati ingenti alle strade, alle attività artigianali, rete fognaria, campo di calcio e di calcetto. La situazione più grave riguarda il Cedimento dell’unica strada di acceso al paese SS118 “la via dei marinesi nel Mondo” -tra via machella e rione san Ciro- perciò dal nostro paese non possono più transitare i pullman di linea o mezzi pesanti. Solo le piccole autovetture, attraverso vie alternative potranno attraversare il paese. Domani mattina dopo aver fatto una ricognizione più puntuale dei danni, La giunta si riunirà in seduta straordinaria per dichiarare lo stato di calamità.Buonanotte a tutti

Pubblicato da Franco Ribaudo su Sabato 3 novembre 2018

 

Misilmeri (Palermo)
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