Ecco il Giro d’Italia che calpesta il sud

Ecco il Giro d’Italia che dimentica mezza Italia. Si fa bello nelle montagne del nord, pascola nelle pianure del centro Italia, e, mai dire mai, si concede un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, patria di padre Pio, che affidarsi al santo più popolare del Paese male non è con i tempi che corrono.

Se non fosse che la preparazione del percorso viaggia con tanto anticipo rispetto alle vicende dell’italica nazione, si potrebbe sospettare di un riguardoso inchino alla sponda leghista dell’attuale governo nel derby con l’ala grillina ben più radicata al sud.

E invece si tratta di una scelta che, come spesso è accaduto in passato, privilegia le strade del nord perché ben più gradite a corridori, staff e sponsor. Delle 21 tappe del percorso soltanto la sesta tocca il sud, per l’appunto quella che da Cassino porterà i ciclisti a San Giovanni Rotondo, per il resto il gruppo stazionerà per tre – quattro giorni nel centro Italia (Orbetello, Frascati, Terracina, Cassino, Vasto e L’Aquila) e concederà le sue curve al popolo padano per la maggior parte delle sue 3 settimane.

Niente Campania, Basilicata, Molise e Calabria e meno che mai Sicilia: questi sono luoghi eletti solo per fare la gamba, come si dice in gergo, per quella preparazione fisica che precede la stagione ufficiale e prevede l’ausilio di un clima più favorevole. Il Giro, che pure ha interessi editoriali forti anche al sud avendo la Gazzetta dello Sport quale titolare del marchio, cancella nell’edizione del 2019 le strade del Regno delle Due Sicilie e ignora la logica della condivisione territoriale di un evento che dovrebbe davvero appartenere a tutta la Nazione. Manca anche la Sardegna che paga la sua insularità estrema, che il Giro l’ha sempre visto con il contagocce e che prima di Fabio Aru non ha mai avuto un uomo da prime posizioni. Quest’anno il sardo ci sarà e con il messinese Vincenzo Nibali proverà a riportare la maglia rosa in Italia. Un bel paradosso, un siciliano e un sardo contro il resto del mondo in una corsa che ha fatto fuori la Sicilia e Sardegna.